ESTERO
Dieci cadaveri nel Mediterraneo, il conto della rotta libica
Un'imbarcazione si capovolge al largo di Malta. Quarantotto migranti salvati, ma la cifra dei morti continua a crescere.
Adriana Sole802 wordsEdition №11mercoledì 10 giugno 2026 — Edizione № 11
Una pattuglia della Guardia costiera italiana ha recuperato dieci cadaveri domenica scorsa dopo il capovolgimento di un'imbarcazione nel Mediterraneo al largo di Malta, secondo quanto riferito dalla stessa Guardia costiera. L'imbarcazione, che aveva salpato dalla Libia con circa sessanta passeggeri a bordo, si è capovolta nelle acque internazionali. Un peschereccio ha tratto in salvo quarantotto migranti prima che la nave affondasse.
La notizia arriva mentre il Segretario della Difesa americano Pete Hegseth ha criticato le nazioni europee per aver permesso un'«invasione» di migranti sulle loro coste durante un discorso commemorativo dello sbarco in Normandia. Hegseth ha specificamente menzionato le spiagge di Spagna, Italia, Grecia e Bulgaria, affermando che le capitali europee sono diventate troppo «comode» nel tollerare gli arrivi via mare.
Il recupero dei dieci corpi rappresenta uno dei tanti episodi di naufragi nella rotta centrale del Mediterraneo, dove decine di migliaia di persone tentano ogni anno di raggiungere l'Europa dalla Libia. L'Italia, come membro dell'Unione europea e della NATO, rimane al centro di questo dibattito geopolitico sulla migrazione e sulla sicurezza delle frontiere.
