UMBRIA
Il DNA dell'uva rivela i segreti del vino romano
Scoperta in Toscana: i vigneti del Chianti producevano frutti bianchi duemila anni fa
Niccolò Mariani859 wordsEdition №16lunedì 15 giugno 2026 — Edizione № 16

I ricercatori hanno estratto il DNA da semi d'uva di duemila anni fa rinvenuti in antichi pozzi della Toscana, secondo quanto riferito dal Guardian domenica. L'analisi genetica ha permesso agli scienziati di tracciare la storia più estesa delle viti recuperate da un unico sito archeologico, rivelando come gli antichi vigneti evolvessero nel tempo.
La scoperta sorprende perché mostra che i vigneti del Chianti, oggi celebri per i loro vini rossi, producevano frutti bianchi nell'epoca romana. Questo suggerisce una trasformazione genetica profonda nei duemila anni che separano l'antichità dal presente.
Per la Toscana e per l'Umbria, regioni dove l'agricoltura e il vino rimangono centrali all'identità culturale e all'economia, la ricerca offre una prospettiva nuova sulla continuità del paesaggio viticolo. L'archeologia genetica mostra come il territorio stesso sia depositario di una memoria vivente, trasmessa attraverso le piante stesse.
