VENETO
Il DNA di viti romane rivela i segreti del Chianti antico
Ricercatori scoprono che i vigneti toscani di 2.000 anni fa producevano uve bianche, non rosse. Una scoperta che riscrive la storia della viticoltura europea.
Tommaso Veronese1,652 wordsEdition №16lunedì 15 giugno 2026 — Edizione № 16

Uno studio pubblicato dal Guardian ha rivelato una scoperta affascinante sulla storia della viticoltura toscana. Il DNA estratto da semi d'uva di duemila anni fa, ritrovati in antichi pozzi in Toscana, ha permesso ai ricercatori di mappare la storia genetica più estesa di viti recuperate da un unico sito archeologico. La scoperta più sorprendente riguarda il Chianti: i vigneti che oggi producono alcuni dei vini rossi più celebri al mondo producevano frutti bianchi nell'antichità romana.
La ricerca rappresenta un contributo significativo alla comprensione delle origini della moderna viticoltura europea. Finora, gli storici avevano una comprensione limitata di quali varietà di uve fossero coltivate nell'antica Toscana e di come si fossero evolute nel corso dei secoli. L'analisi genetica consente ora di tracciare il percorso evolutivo e il processo di selezione che ha portato alle varietà contemporanee.
Per il Veneto, una regione con una lunga tradizione viticola propria e con il Prosecco come eccellenza mondiale, questa scoperta offre una prospettiva storica più ampia sulla viticoltura italiana. Mentre il Chianti antico produceva uve bianche, il Veneto ha sviluppato una tradizione di vini bianchi che rimane centrale all'identità enologica della regione.
