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LIGURIA

Il DNA delle viti toscane di 2000 anni fa racconta una storia diversa

La ricerca su semi d'uva del Chianti rivela che gli antichi vigneti producevano bianchi, non rossi. Cosa significa per il mercato odierno

Marina Doria659 wordsEdition16lunedì 15 giugno 2026 — Edizione № 16

Ricercatori hanno estratto il DNA da semi d'uva di duemila anni fa trovati in antichi pozzi in Toscana, secondo il Guardian, rivelando una storia genetica delle viti toscane molto diversa da quella attesa. Gli scienziati hanno scoperto che i vigneti del Chianti, oggi celebri per i loro vini rossi, producevano in realtà frutti bianchi.

La scoperta rimette in questione la narrazione della continuità viticola italiana. Se i vigneti antichi del Chianti coltivavano uve bianche, questo suggerisce che le varietà rosse oggi dominanti sono il risultato di incroci e selezioni avvenuti nei secoli successivi, probabilmente durante il Medioevo o il Rinascimento.

Per il mercato del vino moderno, la ricerca offre una prospettiva storica sulla costruzione dei marchi regionali. Il Chianti Classico, protetto da denominazione di origine controllata, poggia su una storia di tradizione che la ricerca genetica mostra come parzialmente reinventata.

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