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PIEMONTE

Il DNA di viti antiche rivela i segreti della vinificazione romana

Semi di 2.000 anni fa scoperti in Toscana rivelano che i vigneti del Chianti producevano uve bianche, non rosse

Lorenzo Ferraris667 wordsEdition16lunedì 15 giugno 2026 — Edizione № 16

Scienziati hanno estratto DNA da semi d'uva di 2.000 anni fa trovati in antichi pozzi in Toscana, permettendo loro di tracciare la storia genetica più estesa di viti recuperate da un unico sito, secondo il Guardian. La scoperta rivela che i vigneti del Chianti, famosi oggi per i loro vini rossi, producevano frutti bianchi nell'epoca romana.

Questa ricerca offre una prospettiva storica affascinante sulle origini della viticoltura moderna europea e sulla selezione genetica delle viti nel corso dei secoli. Il DNA antico fornisce prove concrete di come gli antichi romani coltivassero e selezionassero le viti per caratteristiche specifiche.

Per il Piemonte, una regione con una tradizione vinicola altrettanto profonda—Barolo e Barbaresco sono tra i vini più prestigiosi d'Italia—questa ricerca toscana ha implicazioni significative. Se gli antichi vigneti toscani erano geneticamente diversi dai moderni, la stessa domanda sorge naturalmente per i vigneti piemontesi: quale era la composizione genetica delle viti coltivate nella regione duemila anni fa?

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