ECONOMIA
L'Italia registra una crescita minima e un'inflazione sotto controllo
I dati macroeconomici mostrano stabilità, ma le sfide strutturali restano evidenti
Ufficio Economia247 wordsEdition №108martedì 8 settembre 2026 — Edizione № 108
Secondo la Banca Mondiale, la crescita del PIL italiano nel 2025 è dello 0,54%, un valore che indica una ripresa appena al di sopra del pareggio e che, per le famiglie, si traduce in un aumento molto limitato del reddito disponibile.
L'inflazione, riportata al 1,53% per lo stesso anno, rimane al di sotto del target europeo del 2%, consentendo al potere d'acquisto di stabilizzarsi, ma senza generare un reale sollievo per i consumatori colpiti da costi energetici stagionali.
Il tasso di disoccupazione si attesta al 6,39%, segnale che il mercato del lavoro conserva margini di miglioramento; tuttavia, la persistenza di una forza lavoro inattiva implica che la crescita occupazionale non sia ancora sufficiente a sostenere una domanda interna più robusta.
Il debito pubblico, pari al 77,29% del PIL secondo i dati del 1992, rimane elevato rispetto alla media dell'Eurozona, limitando la capacità del governo di attuare politiche fiscali espansive senza aumentare il costo del servizio del debito.
Il cambio euro/dollaro è passato da 1,1535 a 1,1622 nell'ultimo mese, una variazione che riduce leggermente il prezzo delle importazioni statunitensi ma rende più costose le esportazioni italiane verso gli USA, con effetti misurabili sui settori manifatturiero e turistico.
Il Guardian ha evidenziato la collaborazione tra i sindaci di Parigi, Milano e Phoenix per fronteggiare l'ondata di caldo; a Milano, le autorità stanno investendo in sistemi di raffrescamento urbano, un intervento che, sebbene necessario per la salute pubblica, aggiunge pressioni sui bilanci comunali e sui costi energetici delle imprese locali.
