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ECONOMIA

Un'estate di stress: il caldo pesa su un'economia già lenta

Con il PIL 2025 cresciuto appena oltre lo 0,5%, l'Italia affronta agosto con quattro ondate di calore e 70.000 ettari bruciati.

Ufficio Economia568 wordsEdition74venerdì 7 agosto 2026 — Edizione № 74

Il PIL italiano è cresciuto dello 0,54 per cento nel 2025 — un numero che, letto senza contesto, suona come stabilità, ma che in realtà descrive un'economia che avanza a passo d'uomo. Per un paese membro del G7, con un tessuto industriale esteso dal Nord manifatturiero al Sud agricolo, quella cifra lascia poco spazio agli imprevisti. E quest'estate gli imprevisti non sono mancati.

CBS News e il Guardian hanno documentato questa settimana la quarta ondata di calore dell'estate, con allerte rosse su tutte e 27 le principali città italiane, da Trieste a Palermo, e temperature che in alcune aree si avvicinano ai 40 gradi Celsius. The Local Italy ha riferito che gli incendi boschivi hanno già consumato 70.000 ettari di territorio nazionale. Questi non sono soltanto dati ambientali: sono costi economici diretti — per l'agricoltura, per il turismo, per la produttività del lavoro nei mesi estivi, per le infrastrutture energetiche.

L'inflazione al 1,53 per cento nel 2025 è, in sé, una buona notizia: il potere d'acquisto delle famiglie non viene eroso ai ritmi del 2022-2023. Ma un caldo persistente che altera i raccolti — come documenta France 24 nel suo reportage sui ricercatori dell'Emilia-Romagna che testano grano resistente al clima — può tradursi in pressioni sui prezzi alimentari nei mesi a venire, proprio quando i margini di bilancio delle famiglie restano stretti.

Sul fronte valutario, l'euro si è apprezzato nei confronti del dollaro nel corso dell'ultimo mese: il cambio EUR/USD è passato da 1,1404 del 8 luglio a 1,1542 del 6 agosto. Un euro più forte abbassa il costo delle importazioni energetiche — rilevante per un paese che dipende dall'estero per gran parte del suo fabbisogno — ma comprime i margini degli esportatori, che già operano in un contesto di domanda globale incerta. Il cambio con lo yuan cinese, a 7,79, e con la sterlina, a 0,857, fotografa un'Italia inserita in flussi commerciali che non dipendono da una sola variabile.

La disoccupazione al 6,39 per cento nel 2025 è il dato più incoraggiante del quadro: il mercato del lavoro italiano ha tenuto meglio di quanto molti osservatori internazionali si aspettassero. Tuttavia, quel numero aggregato nasconde divari strutturali — tra Nord e Sud, tra giovani e adulti, tra contratti stabili e lavoro precario — che la stampa estera torna a segnalare con regolarità quando racconta l'Italia.

Il governo italiano ha annunciato questa settimana 100 milioni di euro di aiuti per le aree colpite dal terremoto nella zona di Napoli, secondo quanto riferito da The Local Italy. È una spesa necessaria, ma si somma a un bilancio pubblico che porta il peso di un debito storico. Il dato sul rapporto debito/PIL disponibile risale al 1992 e non è quindi confrontabile con la situazione attuale, ma la traiettoria del debito italiano rimane uno dei parametri più osservati dai mercati e dalle istituzioni europee quando valutano la solidità del paese.

Il quadro che emerge da questa estate è quello di un'economia che non è in crisi, ma che non ha riserve abbondanti per assorbire shock simultanei: un clima che cambia più in fretta delle infrastrutture, una crescita che non basta a ridurre le disuguaglianze territoriali, e un contesto geopolitico — dai colloqui di Roma sul Libano documentati da Al Jazeera alle forniture di difesa all'Ucraina citate da Le Monde — che ricorda come le variabili esterne pesino su un paese aperto come l'Italia. Agosto, tradizionalmente mese di pausa, quest'anno non concede tregua.

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