VENETO
Aeroporti e compagnie chiedono di rivedere l'EES: il Veneto guarda a Venezia
Un anno dopo l'introduzione del sistema digitale di frontiera, le attese arrivano a cinque ore: cosa significa per lo scalo lagunare
Tommaso Veronese519 wordsEdition №150venerdì 16 ottobre 2026 — Edizione № 150
A un anno dall'introduzione del sistema di frontiera digitale EES dell'Unione europea, l'associazione europea degli aeroporti e delle compagnie aeree ha chiesto alle autorità UE di agire per alleviare la congestione ai valichi di frontiera esterni Schengen, dove si sono registrate attese fino a cinque ore. Lo riporta The Local Italy.
Il sistema EES, che registra digitalmente l'ingresso e l'uscita dei viaggiatori extra-UE, doveva semplificare i controlli. Secondo le compagnie e gli scali europei, ha invece prodotto code e ritardi definiti "inaccettabili", con ricadute sui passeggeri e sulle operazioni aeroportuali.
Per il Veneto, regione che dipende dal turismo internazionale e il cui aeroporto Marco Polo di Venezia è un gateway per i flussi extra-UE, la questione ha un peso diretto. I ritardi ai controlli di frontiera si traducono in disagi per i viaggiatori e in costi operativi per gli scali.
La richiesta di un ripensamento arriva mentre il sistema è ancora in fase di rodaggio. Le autorità UE non hanno per ora annunciato modifiche, ma la pressione di aeroporti e compagnie potrebbe accelerare una revisione delle procedure.
The Local Italy ha riferito che la richiesta di un ripensamento arriva dall'associazione che rappresenta gli aeroporti e le compagnie aeree europee, secondo cui la congestione ai valichi esterni Schengen è diventata un problema strutturale, non un episodio sporadico.
Venezia è da anni al centro delle politiche europee di gestione dei flussi turistici, e il suo aeroporto è uno dei principali punti di ingresso per i visitatori provenienti da fuori Schengen. Un sistema di frontiera lento incide sulla prima e sull'ultima impressione che il visitatore ha della regione.
The Local Italy ha anche pubblicato una guida su come cambiare fornitore di energia in Italia, segnalando che il processo sta per diventare più rapido. È una notizia separata, ma indica un tema comune: la macchina amministrativa italiana ed europea alle prese con la semplificazione.
Per gli scali veneti, la questione EES si intreccia con la stagionalità dei flussi. Nei mesi di maggiore afflusso turistico, le code ai controlli possono amplificarsi, con effetti a catena sui voli in partenza e sulle coincidenze.
Le compagnie aeree hanno chiesto alle autorità UE di intervenire con misure temporanee, mentre si attende una revisione più strutturale del sistema. Non è chiaro, secondo The Local Italy, quali strumenti verranno adottati né in quali tempi.
Il Veneto, con la sua vocazione export e turistica, ha un interesse diretto alla fluidità dei collegamenti. L'aeroporto di Venezia serve anche il tessuto produttivo del Nordest, che dipende da collegamenti rapidi con i mercati extra-UE.
La vicenda EES si inserisce in un dibattito più ampio sulla gestione delle frontiere europee. Mentre l'UE cerca di bilanciare sicurezza e facilità di movimento, gli operatori chiedono che la tecnologia non diventi un collo di bottiglia.
The Local Italy non riporta reazioni specifiche delle autorità italiane o venete. Le fonti disponibili si limitano alla posizione dell'associazione europea e alla descrizione dei ritardi.
Per ora, la richiesta resta sul tavolo delle autorità UE. Il Veneto osserva, con l'attenzione di chi sa che ogni ritardo in aeroporto è un biglietto da visita involontario per una regione che vive di accoglienza.
