TRENTINO-ALTO ADIGE
EES, aeroporti e compagnie chiedono una revisione: il Brennero osserva
A un anno dal sistema di frontiera digitale, l'associazione europea degli scali denuncia attese fino a cinque ore. Per il corridoio alpino è una questione di merci e di pendolari.
Klara Hofer549 wordsEdition №150venerdì 16 ottobre 2026 — Edizione № 150
A un anno dall'entrata in funzione del sistema di ingresso e uscita (EES), l'associazione che rappresenta gli aeroporti e le compagnie aeree europee ha chiesto alle autorità dell'Unione di intervenire per alleviare la congestione ai valichi esterni dello spazio Schengen, dove in alcuni casi si sono registrate attese fino a cinque ore. Lo riferisce The Local Italy, che cita la richiesta congiunta delle associazioni di settore e definisce i ritardi 'inaccettabili'.
L'EES è il sistema digitale di registrazione dei viaggiatori extra-UE che sostituisce il timbro sul passaporto: raccoglie dati biometrici e informazioni di ingresso e uscita. Nella sua fase di rodaggio ha prodotto code e rallentamenti in diversi scali europei, e ora il settore chiede che le autorità Ue rivedano il calendario e le procedure.
Per il Trentino-Alto Adige la questione non riguarda soltanto gli aeroporti. Il corridoio del Brennero è la principale porta terrestre tra l'Italia e il nord Europa, e ogni rallentamento ai controlli di frontiera ricade su trasporto merci e pendolarismo transfrontaliero.
La richiesta delle compagnie arriva mentre l'UE discute come rendere operativo il sistema senza comprimere la libera circolazione: è il punto su cui la provincia autonoma ha storicamente costruito la propria economia di transito.
The Local Italy non fornisce cifre specifiche sui singoli valichi alpini, e non c'è conferma che i ritardi segnalati riguardino il Brennero in particolare. La richiesta delle associazioni è tuttavia di carattere generale e riguarda l'intero sistema Schengen, inclusi i valichi terrestri.
Il nodo è noto a chi lavora sul corridoio: il traffico merci attraverso il Brennero è tra i più intensi d'Europa, e un sistema di controllo digitale che rallenta i transiti ha effetti immediati sulla catena logistica. Le associazioni di settore chiedono più personale e procedure semplificate.
La questione si intreccia con il dibattito europeo sulla gestione delle frontiere esterne: da un lato la sicurezza, dall'altro la fluidità degli scambi. Per una regione di confine come il Trentino-Alto Adige, che vive di scambi con l'Austria e la Germania, l'equilibrio tra le due esigenze è materia quotidiana.
Non è la prima volta che il settore aereo europeo segnala problemi con i nuovi sistemi di frontiera: già nei mesi scorsi erano emerse criticità nei periodi di punta. La richiesta odierna è un ulteriore appello a rivedere tempi e modalità.
Per ora non risultano decisioni formali dell'UE in risposta alla richiesta. Le associazioni chiedono un confronto con le autorità competenti e misure temporanee per ridurre le attese, in particolare nei periodi di maggiore afflusso.
Il tema riguarda anche il turismo: la regione alpina accoglie visitatori da tutta Europa, e un sistema di frontiera lento può scoraggiare i viaggi a corto raggio. Gli operatori turistici osservano con attenzione l'evoluzione della vicenda.
La richiesta delle associazioni europee non nomina il Trentino-Alto Adige né il Brennero, e questo va detto con chiarezza: l'angolo regionale è un'interpretazione basata sulla posizione geografica del corridoio, non un fatto riportato dalle fonti.
Resta il dato di fondo: un sistema di frontiera digitale pensato per semplificare i controlli sta producendo, secondo il settore, l'effetto opposto. La partita si gioca a Bruxelles, ma le conseguenze si misurano anche lungo le valli alpine.
Cosa accadrà dipende dalle decisioni dell'UE nelle prossime settimane. Le associazioni di aeroporti e compagnie hanno chiesto un intervento rapido; per ora la palla resta alle autorità europee.
