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TOSCANA

Aeroporti e compagnie chiedono di ripensare l'EES: cinque ore di coda

A un anno dall'introduzione del sistema digitale di frontiera, l'associazione europea degli scali denuncia ritardi "inaccettabili". Per la Toscana, terra di arrivi internazionali, è una questione di stagione

Costanza Bardi744 wordsEdition №146mercoledì 14 ottobre 2026 — Edizione № 146

A un anno dall'entrata in funzione del sistema digitale di frontiera EES, l'associazione che riunisce gli aeroporti e le compagnie aeree europee ha chiesto alle autorità dell'Unione di agire per alleviare la congestione ai valichi esterni Schengen. The Local Italy riferisce che in alcuni casi si sono registrate attese fino a cinque ore, e che l'associazione definisce i ritardi "inaccettabili".

L'EES, acronimo di Entry/Exit System, sostituisce il timbro sul passaporto con una registrazione biometrica dei viaggiatori extra-UE. È un sistema pensato per rendere più rapido ed efficace il controllo alle frontiere, ma nella pratica, secondo la stampa estera che segue la vicenda, ha prodotto code più lunghe proprio nei momenti di maggior traffico.

La Toscana ha un interesse diretto nella questione. L'aeroporto di Firenze e lo scalo di Pisa movimentano ogni anno milioni di passeggeri, in larga parte stranieri in arrivo dagli Stati Uniti, dal Regno Unito e dall'Asia. La stagione turistica toscana non è più solo estiva: il turismo congressuale e quello legato alle cantine e ai borghi distribuiscono gli arrivi su tutto l'anno.

Il problema, per la regione, non è solo logistico. Un'ora in più in coda è un'ora in meno spesa in città, nei musei, nei ristoranti. È il tipo di dettaglio che le statistiche del turismo non misurano e che le economie locali sentono comunque.

L'EES, acronimo di Entry/Exit System, sostituisce il timbro sul passaporto con una registrazione biometrica dei viaggiatori extra-UE: impronte digitali e immagine del volto, raccolte al primo ingresso e poi conservate per tre anni.

La richiesta delle associazioni di categoria non è una novità: la questione è aperta da mesi, e il primo anniversario dell'introduzione ha dato occasione di rilanciarla. Non si chiede l'abolizione del sistema, ma un ripensamento delle modalità di applicazione, con più personale, più sportelli e una gestione diversa dei picchi.

La stagione turistica toscana non è più solo estiva: il turismo congressuale, quello enologico e quello legato ai borghi distribuiscono gli arrivi su tutto l'anno.

Questo significa che il problema delle code non riguarda solo luglio e agosto. Un convegno di ottobre, una vendemmia itinerante, un matrimonio in Val d'Orcia: ogni arrivo fuori stagione passa dagli stessi controlli, spesso con meno personale a disposizione. È il rovescio esatto dell'idea di Toscana che la comunicazione internazionale continua a vendere come luogo senza stagioni.

È il tipo di dettaglio che le statistiche ufficiali del turismo non misurano e che le economie locali sentono comunque, soprattutto in una regione dove il centro storico di Firenze vive di visite brevi e ripetute.

C'è poi la questione della percezione. The Local Italy, testata che si rivolge a lettori stranieri residenti o in procinto di trasferirsi in Italia, ha seguito la vicenda con l'attenzione di chi la vive sulla pelle. Per chi arriva da fuori, l'Italia resta un paese dove le procedure si complicano, e l'EES rischia di aggiungere un capitolo a una storia già lunga.

La Toscana, su questo, ha una posizione ambivalente. È una delle regioni italiane con la più alta presenza di residenti stranieri di lungo periodo, e al tempo stesso una delle mete preferite da chi cerca una seconda casa. Le due categorie passano dalle stesse frontiere, ma con esigenze diverse e con livelli di tolleranza diversi.

Non è chiaro, dalle fonti disponibili, quali siano i tempi di una eventuale revisione. Le associazioni hanno chiesto un intervento, ma la decisione spetta alle autorità UE, e il calendario politico europeo, come nota il Guardian in un'analisi pubblicata ieri, è già fitto di appuntamenti elettorali.

Per gli scali toscani, intanto, la stagione autunnale è iniziata. I voli diretti dall'America e dal Regno Unito continuano ad arrivare, e ogni passeggero extra-UE passa dal nuovo sistema. Se le code resteranno quelle descritte, il dibattito che oggi è tecnico diventerà presto politico, e non solo a Bruxelles.

C'è una nota di ironia, in tutto questo. La Toscana è la regione che ha insegnato all'Europa a misurare il tempo con le ore canoniche, e che oggi si trova a contare i minuti in fila a un varco biometrico. Il turista che arriva per vedere il David spende oggi, per entrarci, più tempo in aeroporto che davanti al marmo.

La richiesta delle compagnie e degli aeroporti è chiara: agire. Il modo, per ora, non è specificato. Quello che resta è un sistema nuovo, un'annata di rodaggio e una regione che vive di accoglienza e che comincia a chiedersi quanto costi, in termini di tempo e di umore, la nuova frontiera digitale.

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