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MARCHE

Nove paesi Ue rinvíano i controlli EES: l'Adriatico chiede chiarezza

Francia, Grecia, Portogallo e Italia tra i paesi che chiedono più tempo per il sistema di ingressi e uscite. Gli scali minori delle Marche guardano ai tempi.

Elena Marcheggiani720 wordsEdition №116martedì 15 settembre 2026 — Edizione № 116

Nove paesi dell'Unione europea hanno ottenuto un ulteriore rinvio nell'applicazione del sistema di ingressi e uscite (EES), il nuovo regime di controlli biometrici alle frontiere esterne del blocco. Secondo il Guardian, tra i paesi che hanno chiesto più tempo figurano Francia, Grecia, Portogallo e Italia, con motivazioni legate al sovraccarico degli aeroporti turistici durante la stagione di punta.

Il rinvio riguarda l'infrastruttura necessaria a registrare impronte e dati biometrici dei viaggiatori non Ue, un passaggio che diversi scali europei non hanno ancora completato. Il Guardian ha pubblicato una guida esplicativa sul funzionamento del sistema, segno che la confusione tra i viaggiatori resta alta.

Per le Marche, regione senza grandi hub aeroportuali ma con un sistema portuale e turistico adriatico rilevante, la questione ha un peso concreto. Lo scalo di Ancona-Falconara e i porti di Ancona e San Benedetto del Tronto servono flussi stagionali di visitatori extra-Ue, in particolare dai Balcani e dal Medio Oriente.

La proroga non risolve il nodo di fondo: chi gestisce i valichi minori dovrà comunque attrezzarsi, e i tempi supplementari concessi ai grandi scali rischiano di lasciare indietro le strutture periferiche.

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