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BASILICATA

Nove paesi Ue rinviarono i controlli EES: l'Italia chiede tempo

Francia, Grecia e Portogallo tra i governi che chiedono più mesi per adeguare aeroporti e porti al nuovo sistema di ingressi e uscite

Pietro Lasorsa828 wordsEdition №116martedì 15 settembre 2026 — Edizione № 116

Nove paesi dell'Unione europea, tra cui l'Italia, hanno chiesto e ottenuto più tempo per applicare il sistema di ingressi e uscite (EES), il regime biometrico che registra i viaggiatori non comunitari alle frontiere esterne del blocco. Lo riferisce il Guardian, secondo cui le destinazioni turistiche più esposte — Francia, Grecia e Portogallo in testa — hanno lamentato ritardi nell'adeguamento di aeroporti e porti affollati.

L'EES sostituisce il timbro sul passaporto con la registrazione di volto e impronte digitali. Per un paese come l'Italia, che conta alcuni dei valichi aerei e marittimi più trafficati del Mediterraneo, la transizione riguarda soprattutto i grandi scali e i porti del Sud, dove i flussi stagionali concentrano in pochi mesi un volume di passeggeri che altrove si distribuisce sull'anno.

La Basilicata non ha aeroporti internazionali né porti di frontiera, ma la sua posizione nel Mezzogiorno la rende sensibile a ciò che accade intorno: i valichi di Puglia, Campania e Sicilia sono le porte attraverso cui passano i flussi verso il Sud, e ogni ritardo tecnologico in quei nodi si ripercuote sulla rete dei collegamenti interni.

Il rinvio, secondo la ricostruzione del Guardian, non cancella il calendario: sposta soltanto l'entrata in funzione piena, mentre i governi cercano di completare le installazioni. È la seconda volta che il sistema slitta, segno di quanto sia complesso armonizzare infrastrutture e procedure tra ventisette amministrazioni.

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