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EMILIA-ROMAGNA

Nove paesi Ue rinviano i controlli EES, e l'Emilia-Romagna conta i suoi scali

Il Guardian: Francia, Grecia, Portogallo e altri chiedono più tempo per il sistema biometrico alle frontiere. Per il sistema aeroportuale emiliano è un rinvio con effetti concreti.

Giulia Benati746 wordsEdition №116martedì 15 settembre 2026 — Edizione № 116

Nove paesi dell'Unione europea hanno ottenuto un rinvio nell'applicazione del sistema di ingressi e uscite (EES), il nuovo regime di controlli biometrici alle frontiere esterne del blocco. Secondo il Guardian, tra i paesi che hanno chiesto più tempo figurano Francia, Grecia e Portogallo, con motivazioni legate alla necessità di adeguare gli spazi e le procedure negli aeroporti più affollati.

Il rinvio riguarda un sistema che doveva sostituire progressivamente i timbri sui passaporti con la registrazione di dati biometrici — impronte e immagini del volto — per i viaggiatori extra-Ue in ingresso e in uscita. Il Guardian ha spiegato in un articolo di contesto che l'obiettivo dichiarato è rendere più tracciabili gli attraversamenti di frontiera e ridurre le frodi documentali.

L'Italia figura tra i paesi interessati dal calendario di attuazione, e il nodo riguarda soprattutto gli scali con traffico extra-Ue significativo. Per l'Emilia-Romagna la questione tocca l'aeroporto Marconi di Bologna, il principale scalo regionale, che serve un bacino produttivo orientato all'export e ai viaggi d'affari verso mercati extra-europei.

Il rinvio non cancella l'obbligo: sposta nel tempo l'entrata a regime. Le compagnie e i gestori aeroportuali che avevano già avviato l'adeguamento delle corsie e dei sistemi di lettura si trovano ora a operare con un calendario incerto, mentre i passeggeri restano esposti a procedure che cambiano da scalo a scalo.

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