PIEMONTE
Nove paesi UE rinvíano i controlli EES: cosa cambia ai valichi piemontesi
Francia, Grecia e Portogallo tra i firmatari della proroga. Il sistema di ingressi e uscite slitta ancora, mentre Torino guarda ai trafori alpini
Lorenzo Ferraris974 wordsEdition №116martedì 15 settembre 2026 — Edizione № 116
Nove paesi dell'Unione europea hanno ottenuto un'ulteriore proroga per l'entrata in funzione del sistema di ingressi e uscite (EES), il nuovo regime di controlli biometrici alle frontiere esterne del blocco. Lo riferisce il Guardian, secondo cui tra i firmatari della richiesta figurano Francia, Grecia e Portogallo — mete turistiche che chiedono più tempo per adeguare aeroporti e valichi affollati.
La proroga riguarda l'intero sistema Schengen, quindi anche l'Italia, che il Guardian cita tra i paesi interessati dal rinvio. Per una regione di confine come il Piemonte, dove i passaggi verso la Francia avvengono soprattutto su strada e su rotaia, la notizia ha un peso concreto: ogni slittamento del calendario rinvia l'installazione di lettori biometrici e la riorganizzazione dei flussi ai valichi.
Il rinvio non è un dettaglio tecnico. L'EES sostituisce il timbro sul passaporto con la registrazione digitale di impronte e immagine del volto, e richiede infrastrutture che molti scali non hanno ancora completato. Il Guardian osserva che le località turistiche temono code e disagi nei mesi di punta.
Per il Piemonte la questione si intreccia con la geografia: i trafori del Frejus e del Monte Bianco, i collegamenti ferroviari verso Lione e la rete autostradale verso la Savoia sono le porte attraverso cui passano merci e persone. Una frontiera che cambia regime riguarda direttamente chi lavora nel trasporto e nel turismo di montagna.
