PUGLIA
Nove paesi Ue rinvíano i controlli EES, e la Puglia guarda ai porti
Il Guardian: Francia, Grecia, Portogallo e Italia chiedono più tempo per il sistema di ingressi e uscite. Bari e Brindisi restano in attesa.
Francesca Lazzari913 wordsEdition №116martedì 15 settembre 2026 — Edizione № 116
Nove paesi dell'Unione europea hanno ottenuto più tempo per applicare il sistema di ingressi e uscite (EES), il nuovo regime di controlli biometrici alle frontiere esterne del blocco. Il Guardian ha riferito che tra i firmatari della richiesta di proroga figurano Francia, Grecia, Portogallo e Italia, con località turistiche e aeroporti affollati che chiedono di rinviare l'entrata in funzione a regime.
Il rinvio riguarda un sistema pensato per registrare elettronicamente ogni ingresso e uscita dei cittadini extra-Ue, sostituendo il timbro sul passaporto con dati biometrici. Secondo il Guardian, la preoccupazione principale è la tenuta delle infrastrutture aeroportuali nella stagione di punta, quando i flussi turistici mettono sotto stress i varchi esistenti.
Per la Puglia la questione non è teorica. Bari e Brindisi sono porte adriatiche con traffico stagionale forte e collegamenti verso i Balcani e la Grecia, e l'adeguamento dei varchi ricade sui gestori aeroportuali e sulle autorità di frontiera, non su un unico centro nazionale. Il giornale britannico non nomina la Puglia tra le aree critiche, ma la logica del rinvio — più tempo per attrezzare gli scali — vale anche per il Sud.
La Commissione europea ha più volte difeso il calendario dell'EES come strumento di sicurezza. I governi che hanno chiesto la proroga sostengono invece che applicarlo senza preparazione rischia di creare code e disservizi proprio nei mesi in cui il turismo pesa di più sull'economia locale.
