CALABRIA
Nove paesi UE ritardano i controlli EES: cosa significa per i porti calabresi
Francia, Grecia, Portogallo e Italia tra i firmatari della proroga. Il sistema di ingressi e uscite slitta ancora, e la frontiera marittima resta scoperta
Saverio Gallo860 wordsEdition №116martedì 15 settembre 2026 — Edizione № 116
Nove paesi dell'Unione europea hanno ottenuto un ulteriore rinvio nell'attuazione del sistema di ingressi e uscite (EES), il nuovo regime di controlli biometrici alle frontiere esterne dello spazio Schengen. Secondo il Guardian, tra i firmatari della richiesta di proroga figurano Francia, Grecia, Portogallo e Italia, che hanno chiesto più tempo per adeguare gli aeroporti e i valichi più affollati.
La notizia, riportata dal Guardian il 14 settembre, riguarda in primo luogo gli scali aerei. Ma l'EES è un sistema di frontiera, non solo aeroportuale: si applica a tutti i valichi esterni Schengen, compresi i porti. E la Calabria è, per geografia, una delle porte marittime d'Europa.
Il Guardian non nomina la Calabria né i suoi porti. Il rinvio, come lo descrive il quotidiano britannico, è una questione di capacità tecnica e di traffico: gli aeroporti turistici non riescono a smaltire i controlli nei tempi previsti. La stessa logica, applicata alla frontiera marittima, solleva domande che le fonti internazionali non affrontano direttamente.
Il sistema EES registra ogni cittadino extra-UE che entra o esce dallo spazio Schengen, con dati biometrici — impronte e immagine del volto — raccolti al primo attraversamento. È il tassello principale della riforma della frontiera europea avviata dopo il 2015. La sua entrata in funzione è stata rinviata più volte, e il rinvio annunciato questa settimana ne è l'ultimo capitolo.
