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SARDEGNA

Nove paesi Ue frenano sui nuovi controlli alle frontiere: la Sardegna guarda ai suoi scali

Francia e Grecia chiedono più tempo per l'EES negli aeroporti affollati. Cagliari e Olbia restano in attesa di regole che cambiano la porta d'ingresso dell'isola.

Gavino Sanna756 wordsEdition №116martedì 15 settembre 2026 — Edizione № 116

Nove paesi dell'Unione europea hanno ottenuto più tempo per applicare i nuovi controlli biometrici alle frontiere esterne, il sistema Entry/Exit (EES). Lo riferisce il Guardian, secondo cui località turistiche tra cui Francia e Grecia hanno chiesto una proroga per attrezzare aeroporti già affollati. La notizia riguarda anche l'Italia, che compare tra i paesi citati nella copertura.

L'EES sostituisce il timbro sul passaporto con la registrazione di dati biometrici — volto e impronte — per i viaggiatori extra-Ue che entrano nello spazio Schengen. Il Guardian ha pubblicato a luglio una guida che spiega come i nuovi controlli incidano sui visitatori. La proroga, scrive il giornale, risponde al timore di code e ritardi nei terminal più congestionati.

Per la Sardegna la questione non è astratta. Cagliari e Olbia sono le porte attraverso cui l'isola riceve i visitatori stranieri, in gran parte britannici, tedeschi e francesi, concentrati nei mesi estivi. Ogni variazione dei tempi di frontiera ricade su una stagione breve e su strutture che lavorano al limite.

Il Guardian non indica quali scali italiani otterranno la proroga né con quali scadenze. Finché la Commissione europea non chiarisce il calendario, gli operatori sardi restano davanti a una regola che cambia la porta d'ingresso dell'isola senza sapere quando li riguarderà.

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