ABRUZZO
EES, aeroporti e compagnie chiedono di rivedere il sistema
A un anno dall'introduzione del controllo digitale alle frontiere Schengen, le attese arrivano a cinque ore. Cosa significa per chi parte dall'Abruzzo
Marco Di Sante548 wordsEdition №146mercoledì 14 ottobre 2026 — Edizione № 146
A un anno dall'introduzione del sistema digitale di frontiera EES dell'Unione europea, l'associazione degli aeroporti e delle compagnie aeree europee ha chiesto alle autorità UE di agire per alleviare la congestione ai valichi esterni Schengen, secondo quanto riporta The Local Italy.
In alcuni casi le attese hanno raggiunto le cinque ore. Le compagnie parlano di ritardi 'inaccettabili', un termine che l'associazione ha usato pubblicamente nella sua richiesta alle istituzioni europee.
L'EES sostituisce il timbro sul passaporto con una registrazione digitale di dati biometrici e informazioni di viaggio per i cittadini di paesi terzi che entrano nello spazio Schengen. È un sistema pensato per rendere più rapido ed efficiente il controllo, ma la sua introduzione ha coinciso con code prolungate in diversi aeroporti europei.
Per una regione come l'Abruzzo, che non ha un grande scalo intercontinentale e dipende da Roma o da Pescara per i collegamenti, il tema è concreto: ogni ora persa in frontiera è un'ora sottratta a chi parte per lavoro o per turismo.
Il sistema è stato introdotto per fasi, con un periodo di rodaggio che doveva permettere agli Stati membri di adattare le infrastrutture aeroportuali. Secondo la ricostruzione di The Local Italy, il periodo di transizione non ha risolto i problemi di capacità in diversi scali.
La richiesta delle compagnie aeree e degli aeroporti non riguarda l'abolizione del sistema, ma la sua gestione. Vengono chieste misure per aumentare la capacità di controllo e per distribuire meglio i flussi nei momenti di punta.
Il tema tocca direttamente l'Italia, che è uno dei principali paesi di primo ingresso nello spazio Schengen per i viaggiatori provenienti da fuori UE. Roma Fiumicino è tra gli scali citati con maggiore frequenza nei resoconti sui ritardi alle frontiere esterne.
L'aeroporto d'Abruzzo, a Pescara, serve principalmente rotte europee e nazionali. Chi viaggia verso destinazioni extra-Schengen deve quasi sempre passare da Roma, dove i controlli EES sono più affollati.
La questione si intreccia con un'altra vicenda segnalata dalla stampa estera negli ultimi giorni: il dibattito sui visti e sulle vie legali per entrare e restare in Italia, che The Local Italy ha seguito con attenzione. Frontiere più lente e procedure più complesse si sommano nello stesso collo di bottiglia.
Le associazioni di categoria sottolineano che il problema non è solo di immagine. Ritardi prolungati hanno un costo operativo per le compagnie, che devono gestire equipaggi e slot aeroportuali in condizioni di incertezza.
Non è chiaro, dalle informazioni disponibili, quali misure specifiche l'Unione europea intenda adottare. La richiesta è stata formulata, ma la risposta delle autorità non è ancora stata resa nota.
Per i viaggiatori abruzzesi che partono da Pescara o che raggiungono Roma in auto o in treno, la variabile in più è il tempo di trasferimento. Una frontiera lenta a valle può vanificare un margine costruito a monte.
Il sistema EES resta comunque in vigore. La discussione riguarda i tempi e i modi della sua applicazione, non la sua esistenza, che risponde a un mandato europeo condiviso.
La stampa specializzata europea continuerà a seguire il dossier nei prossimi mesi, quando il periodo di rodaggio sarà concluso e si potrà valutare se i ritardi rientreranno o diventeranno strutturali.
Per ora, la richiesta delle compagnie e degli aeroporti resta sul tavolo delle istituzioni europee, in attesa di una risposta che non è ancora arrivata.
