VENETO
Nove Paesi Ue rimandano i controlli EES, e l'aeroporto di Venezia aspetta
Il Guardian: Francia, Grecia, Portogallo e Italia chiedono più tempo per il sistema di ingressi e uscite. Per il Marco Polo la corsa contro il calendario slitta ancora
Tommaso Veronese1,023 wordsEdition №119venerdì 18 settembre 2026 — Edizione № 119
Nove Paesi dell'Unione europea hanno rinviato ancora una volta l'avvio completo del sistema di ingressi e uscite (EES), il nuovo regime di controlli biometrici alle frontiere esterne del blocco. Secondo il Guardian, tra i governi che hanno chiesto più tempo figurano Francia, Grecia, Portogallo e Italia, mete turistiche che temono code e disagi negli aeroporti affollati.
Il giornale britannico spiega che i nuovi controlli — impronte digitali e fotografia del volto per i viaggiatori non europei — dovevano entrare in funzione in modo graduale, ma diversi scali hanno chiesto di diluire ulteriormente il calendario. La proroga riguarda proprio i terminal dove il traffico extra-Ue è più concentrato.
Per il Veneto la questione non è astratta. L'aeroporto Marco Polo di Venezia è uno dei principali portali turistici del Nord-Est e serve un bacino che comprende la città d'acqua, le spiagge dell'alto Adriatico, le ville palladiane e i distretti del Prosecco. Qualsiasi modifica ai tempi di imbarco ricade su un sistema che lavora con margini stretti nei mesi di punta.
Il rinvio, secondo il Guardian, non cancella il sistema: lo sposta. I viaggiatori che arrivano dall'estero troveranno i controlli attivi più avanti, e gli aeroporti avranno qualche settimana in più per adeguare banchi, personale e percorsi. Resta da capire, scrive il giornale, come reagiranno i visitatori abituati a frontiere interne senza attrito.
