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MARCHE

EES, aeroporti e compagnie chiedono una revisione: le Marche guardano all'Adriatico

A un anno dal sistema digitale di frontiera, le attese raggiungono le cinque ore. Per l'aeroporto di Ancona e i porti adriatici è un banco di prova.

Elena Marcheggiani635 wordsEdition №146mercoledì 14 ottobre 2026 — Edizione № 146

A un anno dall'introduzione del sistema digitale di frontiera EES dell'Unione europea, l'associazione degli aeroporti e delle compagnie aeree europee ha chiesto alle autorità dell'UE di intervenire per ridurre la congestione ai valichi esterni Schengen, secondo quanto riferito da The Local Italy.

In alcuni casi le attese hanno raggiunto le cinque ore, scrive la testata. Le associazioni parlano di ritardi 'inaccettabili' e chiedono un ripensamento del sistema.

Per le Marche, regione adriatica con l'aeroporto di Ancona e i porti di Ancona e Pesaro, la questione ha un peso diretto. Non è solo un problema di turismo estivo: è la porta verso i Balcani, la Grecia e il Mediterraneo orientale.

Il sistema EES è entrato in vigore per registrare digitalmente i cittadini di paesi terzi che entrano nell'area Schengen. Un anno dopo, i ritardi restano il nodo principale, secondo la stampa internazionale.

L'aeroporto di Ancona-Falconara ha un traffico contenuto rispetto ai grandi scali europei, ma serve una funzione precisa: collegare la regione con i Balcani e con le rotte stagionali verso la Grecia e la Croazia. Per un territorio di piccole imprese, la fluidità dei collegamenti è una condizione di lavoro.

I distretti marchigiani — calzature, mobilio, meccanica — esportano verso i mercati balcanici e mediterranei. Un ritardo sistematico ai valichi non colpisce solo i passeggeri: incide sui tempi delle merci, sulle trasferte dei tecnici, sulle fiere internazionali.

I porti di Ancona e Pesaro hanno un traffico passeggeri stagionale significativo verso la Grecia e la Croazia. I traghetti sono un'infrastruttura economica per la regione, non un semplice servizio turistico.

Le associazioni europee non chiedono l'abolizione dell'EES, ma una revisione delle procedure. Il sistema è stato concepito per rafforzare la sicurezza delle frontiere esterne Schengen; il problema è l'impatto operativo sui valichi.

Per le Marche, la questione si intreccia con un tema più ampio: la tenuta dei collegamenti di una regione media, lontana dai grandi hub. Se i valichi diventano lenti, le regioni periferiche pagano il prezzo più alto.

La stampa internazionale segue il dossier EES con attenzione, perché riguarda tutti i paesi Schengen. Le compagnie aeree hanno segnalato che i ritardi possono scoraggiare i viaggiatori e danneggiare la ripresa del traffico aereo.

Il turismo marchigiano, fatto di costa, collina e città d'arte, dipende in parte dai collegamenti internazionali. Un sistema di frontiera che rallenta gli ingressi può incidere sulla scelta di una destinazione.

Le autorità dell'UE non hanno ancora annunciato una decisione. Le associazioni chiedono un intervento rapido. Per le Marche, come per altre regioni adriatiche, il tema è la qualità dell'accesso: un diritto economico, prima che turistico.

La regione ha una tradizione di porti e di scambi con l'altra sponda dell'Adriatico. La Croazia, la Slovenia, la Grecia sono partner commerciali e culturali. Ogni ostacolo alla circolazione pesa su questa rete.

Il sistema EES è stato introdotto per modernizzare i controlli. Il nodo è la capacità operativa dei valichi: personale, tecnologia, procedure. Un anno dopo, i dati citati dalla stampa indicano che il problema non è risolto.

Per i marchigiani che viaggiano per lavoro, la notizia ha un significato concreto. Le piccole imprese non hanno margini per assorbire ritardi. La fluidità dei collegamenti è parte della competitività di un distretto.

L'aeroporto di Ancona ha puntato su rotte stagionali e su collegamenti con i Balcani. La sua crescita dipende dalla prevedibilità dei tempi. Un sistema di frontiera lento è un freno silenzioso.

Le associazioni europee hanno chiesto un tavolo con le autorità. La stampa specializzata seguirà il dossier. Per le Marche, la questione è una delle molte in cui la regione chiede di contare nelle decisioni che la riguardano.

Il tema si intreccia con la stagione elettorale europea, che il Guardian ha analizzato martedì. Le politiche di frontiera sono tra i terreni su cui si misureranno gli equilibri del continente. Le Marche, come sempre, guarderanno con attenzione.

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