The newspaper of Italy, seen from abroad
La Veduta — giornale di idee, cultura e affari
Inaugural Edition № 1
World wire
Back to the edition

CAMPANIA

Emma Bonino, la radicale che sfidò il Vaticano, muore a 78 anni

Il Guardian e il New York Times ricordano la leader che guidò le battaglie per aborto e divorzio. A Napoli, quella stagione radicale lasciò una traccia profonda

Rosaria Esposito724 wordsEdition113sabato 12 settembre 2026 — Edizione № 113

Emma Bonino, la politica radicale italiana che ha guidato le campagne per legalizzare aborto e divorzio contro le obiezioni del Vaticano, è morta all'età di 78 anni. Lo riferisce il Guardian, che la definisce una femminista militante e ricorda il suo ruolo di ministro degli Esteri.

Il New York Times scrive che in quasi cinquant'anni di politica Bonino ha esercitato un'influenza sproporzionata sul discorso italiano, contribuendo a erodere il peso politico della Chiesa cattolica.

Per Napoli e il Mezzogiorno la sua figura non è un ricordo astratto: le battaglie radicali su diritti civili e divorzio arrivarono in una città dove il peso delle parrocchie e delle reti familiari era, ed è, particolarmente forte.

La sua morte chiude una stagione della politica italiana che la stampa estera continua a leggere come decisiva per la laicità del paese.

È una formula che la stampa americana usa raramente per una figura europea, e dice quanto la sua vicenda sia stata letta, fuori dall'Italia, come una storia di laicità.

Le due testate concordano sull'essenziale: le campagne per aborto e divorzio, la militanza femminista, l'opposizione vaticana come avversario dichiarato. Il Guardian apre il suo necrologio proprio da qui, dal conflitto con la Santa Sede, che per un pubblico britannico è il dato più comprensibile della sua biografia.

Per Napoli e il Mezzogiorno la sua figura non è un ricordo astratto. Le battaglie radicali su diritti civili e divorzio arrivarono in una città dove il peso delle parrocchie e delle reti familiari era, ed è, particolarmente forte. La Campania è una regione dove i diritti civili si sono spesso misurati con la vita quotidiana dei quartieri, non solo con le aule parlamentari.

La stampa estera che ha raccontato il Sud ha spesso insistito su un contrasto: una società descritta come più tradizionalista, più legata alla famiglia e alla Chiesa, e insieme capace di slanci civili imprevisti. Bonino, eletta più volte anche in circoscrizioni meridionali, è stata per molti osservatori stranieri la prova che quel contrasto non era una condanna.

Il Guardian la ricorda come ministro degli Esteri, ruolo che le diede visibilità internazionale. Per i lettori stranieri è probabilmente questo il volto più noto: quello di una politica italiana riconoscibile a Bruxelles e nelle cancellerie, più che nelle piazze.

Il New York Times insiste invece sull'arco lungo, quasi cinquant'anni, e sull'effetto cumulativo: una battaglia civile condotta senza maggioranze stabili, per sottrazione di resistenze più che per conquista di consensi. È una lettura che la stampa anglosassone applica di rado alla politica italiana, di solito descritta come instabile e inconcludente.

La Campania, in quella stagione, fu anche un laboratorio di amministrazioni locali e di movimenti civili. Non tutte le battaglie radicali trovarono qui lo stesso consenso che altrove, ma il dibattito pubblico ne uscì cambiato, e la stampa internazionale lo registrò con attenzione.

C'è un secondo filo, meno celebrato, che le testate straniere toccano: il legame tra diritti civili e diritti delle donne nel Mezzogiorno, dove l'accesso ai servizi e il controllo sociale pesano in modo diverso rispetto al Nord. Bonino non ha mai separato queste due dimensioni, e la sua biografia politica lo riflette.

Le reazioni italiane non sono ancora filtrate dalla stampa estera, e La Veduta non le anticipa. Quello che le fonti internazionali dicono, per ora, è che l'Italia perde una delle poche figure politiche riconoscibili all'estero per una causa, non per un incarico.

Resta da vedere come il mondo leggerà, nei prossimi giorni, il peso effettivo della sua eredità. Il New York Times usa il termine 'influenza sproporzionata': è un modo elegante per dire che il suo potere istituzionale fu minore del suo impatto culturale.

Per chi guarda l'Italia da fuori, la morte di Bonino arriva in un momento in cui il paese discute ancora di diritti civili e del ruolo della Chiesa nella sfera pubblica. La coincidenza non è sfuggita alle due testate, che collocano la sua scomparsa dentro una storia più lunga.

A Napoli, dove la politica si misura spesso con la concretezza dei quartieri, il ricordo che circola non è quello dei congressi ma quello delle campagne sul territorio: consultori, informazione, battaglie per i servizi. È l'aspetto che la stampa straniera tende a dare per scontato, e che qui resta il più tangibile.

La Veduta continuerà a seguire la vicenda attraverso la copertura internazionale, che è l'unica lente con cui questo giornale racconta l'Italia.

Share