BASILICATA
Il petrolio onshore italiano affronta il bivio della transizione energetica
Mentre gli Stati Uniti discutono di nuove trivellazioni, la Basilicata — sede del più grande giacimento italiano — conta i tempi della decarbonizzazione
Pietro Lasorsa818 wordsEdition №11mercoledì 10 giugno 2026 — Edizione № 11
Newsweek ha riferito che gli analisti sostengono come il rapido aumento della produzione petrolifera non sia una soluzione credibile ai rialzi dei prezzi del carburante, anche mentre gli Stati Uniti rimangono una potenza energetica globale. La questione centrale è che il mercato mondiale del petrolio non può essere sostituito rapidamente da una singola fonte, nemmeno dai giacimenti onshore americani.
Per la Basilicata, questa discussione internazionale ha implicazioni dirette. La regione ospita il più grande giacimento petrolifero onshore italiano, situato nella Val d'Agri, che ha generato miliardi di euro di ricavi negli ultimi due decenni. Eppure la transizione energetica globale pone interrogativi crescenti sulla sostenibilità di questa economia estrattiva.
Il bivio è netto: continuare a estrarre petrolio in un mercato che fluttua e che la comunità internazionale sta cercando di abbandonare, oppure accelerare la diversificazione economica verso fonti rinnovabili e settori alternativi. La Basilicata, come molte regioni dipendenti dall'estrazione, si trova nel mezzo di questa tensione.
