REGIONI
L'Italia e il petrolio onshore: la Basilicata tra estrazione e transizione energetica
Mentre il mondo discute di energie rinnovabili, la stampa internazionale osserva come le regioni petrolifere italiane affrontano il declino dell'era fossile
Pietro Lasorsa1,156 wordsEdition №7domenica 7 giugno 2026 — Edizione № 7
La Basilicata produce circa il 90 per cento del petrolio onshore italiano, secondo dati citati dalla stampa internazionale. Il giacimento di Valle d'Agri, scoperto negli anni Novanta, ha generato decenni di royalties per la regione e posti di lavoro in un territorio altrimenti caratterizzato da spopolamento e povertà. Tuttavia, la copertura internazionale dell'energia globale sta iniziando a interrogarsi su cosa accadrà quando il petrolio non sarà più redditizio.
Newsweek e World Oil hanno recentemente analizzato il panorama energetico globale in un momento di transizione. Mentre gli Stati Uniti non riescono a aumentare rapidamente la produzione petrolifera nonostante i prezzi elevati, e mentre l'America Latina guarda a modelli di sviluppo energetico regionale (come il giacimento di Vaca Muerta in Argentina), l'Italia rimane legata a un'economia estrattiva che la stampa internazionale vede come destinata al declino.
La Basilicata, regione di 537.000 abitanti, dipende dalle royalties petrolifere per una parte significativa del suo bilancio regionale. Secondo rapporti internazionali, queste entrate hanno finanziato infrastrutture, scuole e servizi pubblici. Tuttavia, nessuna strategia di diversificazione economica è stata messa in atto negli ultimi vent'anni. La regione non ha sviluppato competenze in energie rinnovabili, industrie manifatturiere, o settori ad alto valore aggiunto.
