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PUGLIA

L'estate che ha cambiato l'Europa: la Puglia guarda ai suoi ulivi

Il racconto della stampa estera sulla stagione più calda mai registrata trova nel Salento un osservatorio privilegiato

Francesca Lazzari1,040 wordsEdition95mercoledì 26 agosto 2026 — Edizione № 95

L'estate del 2026 resterà negli archivi della stampa internazionale come la stagione in cui il cambiamento climatico ha smesso di essere una minaccia astratta per diventare la cornice quotidiana della vita europea. The Local Italy, testata che racconta la penisola ai lettori stranieri, ha aperto il suo racconto con una parola pesante: catastrofe. "Stiamo andando verso la catastrofe" è il titolo del pezzo che ripercorre mesi di temperature record, incendi e siccità, e che trova nella Puglia una delle regioni più esposte.

Per generazioni, scrive la testata, l'estate in Europa è stata languida e onirica, portando bel tempo e lunghe giornate sulle spiagge soleggiate e le terrazze. Nel 2026 la brutale realtà del cambiamento climatico si è imposta nella vita quotidiana. Per la Puglia, questa realtà ha un nome preciso: ulivi. Il racconto internazionale della regione passa ancora una volta dai suoi alberi secolari, già segnati da un decennio di Xylella, la malattia che ha decimato gli oliveti salentini.

L'angolo pugliese della storia climatica europea è agricolo prima che turistico. Mentre le città del Nord affrontano ondate di calore e i ghiacciai alpini arretrano, qui la questione è la sopravvivenza di un paesaggio che è anche un'economia. La stampa estera che segue il dossier Xylella da anni ora intreccia quella vicenda con il quadro più ampio di un Mediterraneo che si scalda più velocemente della media globale.

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