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NAZIONALE

L'Etna chiude Catania: la cenere ferma lo scalo del Mediterraneo

The Local Italy: il traffico aereo sospeso lunedì mentre il vulcano emette cenere. Per un'isola che vive di arrivi, ogni ora di pista chiusa è un conto aperto

Concetta Vassallo921 wordsEdition №116martedì 15 settembre 2026 — Edizione № 116

L'aeroporto di Catania ha sospeso il traffico aereo lunedì 14 settembre mentre il vicino Monte Etna emetteva cenere vulcanica. Lo ha riferito The Local Italy, che segue la cronaca italiana per i lettori stranieri: la cenere ha reso impraticabile la pista e ha costretto lo scalo a fermare arrivi e partenze.

Non è la prima volta. Lo scalo catanese è tra i più esposti d'Europa a questo tipo di interruzione, perché sorge a poca distanza dal cratere attivo più alto del continente. Ogni episodio ripropone la stessa domanda: quanto può un'isola costruire la propria economia sui voli e insieme convivere con un vulcano che li cancella?

La Sicilia orientale non è solo Catania. Attorno allo scalo gravitano il turismo dell'Etna, le strutture ricettive della costa, le aziende agricole della piana e i collegamenti verso le isole minori. Quando la pista si chiude, non si ferma soltanto un aereo: si ferma una catena di arrivi e partenze che tiene insieme stagione turistica e pendolarismo.

La copertura internazionale dell'Etna è costante, e non solo per l'eruzione. Il vulcano è un laboratorio per la scienza e un simbolo per il turismo. Ma per chi vive ai suoi piedi è soprattutto un vincolo operativo: la cenere non si negozia, si gestisce.

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