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SARDEGNA

L'Etna chiude l'aeroporto di Catania: cosa dice alle altre isole vulcaniche

La cenere ha sospeso il traffico aereo siciliano lunedì. Per la Sardegna, senza vulcani attivi, la lezione riguarda la dipendenza dagli scali e la fragilità dei collegamenti.

Gavino Sanna688 wordsEdition116martedì 15 settembre 2026 — Edizione № 116

L'aeroporto di Catania ha sospeso il traffico aereo lunedì 14 settembre mentre il vicino Monte Etna emetteva cenere vulcanica. Lo riferisce The Local Italy. La Sicilia orientale si è ritrovata con la principale porta d'accesso chiusa e i passeggeri dirottati o in attesa.

L'Etna è tra i vulcani più attivi d'Europa e le sue eruzioni, documentate dalla stampa internazionale, producono con regolarità nubi di cenere che rendono impraticabili le rotte verso lo scalo catanese. Non è un evento eccezionale, ma la sua frequenza non lo rende meno dirompente per chi deve viaggiare.

La Sardegna non ha vulcani attivi e non affronta questo tipo di rischio. Ha però in comune con la Sicilia una condizione: è un'isola che si raggiunge quasi soltanto per via aerea o marittima. Quando un'infrastruttura si ferma, non ci sono strade alternative.

The Local Italy non fornisce dettagli su durata della chiusura, numero di voli cancellati o ripercussioni economiche. Su questi punti la redazione si attiene a quanto riportato, senza aggiungere stime che la fonte non contiene.

Il caso siciliano arriva in una settimana in cui l'attenzione europea si concentra sui sistemi di frontiera. Il Guardian ha riferito che nove paesi Ue hanno ottenuto una proroga per applicare i nuovi controlli biometrici EES negli aeroporti. Le due notizie, lette insieme, parlano della stessa cosa: la fragilità dei terminal come punto di passaggio obbligato.

Per la Sardegna il precedente siciliano ha un valore pratico. Cagliari e Olbia non dipendono da un vulcano, ma da condizioni meteorologiche come il maestrale, che in certe giornate limita le operazioni. Un'isola impara a misurare la propria esposizione contando le alternative disponibili quando lo scalo principale non funziona.

Le alternative, in Sardegna, sono poche. Un volo dirottato verso un altro aeroporto regionale comporta spostamenti terrestri lunghi su strade interne. Un collegamento marittimo richiede tempi che nessun viaggiatore d'affari o turista con prenotazioni rigide può recuperare nella stessa giornata.

La Sicilia, in questo, è più attrezzata: ha più aeroporti e un sistema di collegamenti che consente di dirottare i voli. La Sardegna ha una rete più sottile, concentrata su due scali principali. La lezione dell'Etna non è vulcanologica, è infrastrutturale.

C'è anche un aspetto economico che riguarda entrambe le isole: la dipendenza dal turismo stagionale. The Local Italy ha pubblicato questa settimana una rassegna delle notizie italiane, tra cui l'inizio dell'anno scolastico in sette regioni e gli omaggi a Emma Bonino. La chiusura di un aeroporto in alta stagione tocca un'economia che non ha cuscinetti.

La Sardegna conosce questo tema da vicino. La sua economia turistica si concentra in pochi mesi e in poche località costiere, mentre l'interno perde popolazione. Un'interruzione dei collegamenti in agosto o settembre ha un effetto sproporzionato rispetto a quanto accadrebbe in un'area con economie diversificate.

Il vulcanismo siciliano è anche un'attrazione: l'Etna richiama visitatori e studio scientifico internazionale. La Sardegna non ha un equivalente attivo, ma ha un patrimonio geologico antico, i nuraghi e le tracce di un passato pre-romano, che la stampa estera cita come motivo di interesse culturale.

Questo non significa che le due isole vivano lo stesso problema. Significa che condividono una condizione strutturale: essere isole dentro uno stato che decide le infrastrutture altrove. La chiusura di Catania è un promemoria di quanto quella condizione pesi quando qualcosa si ferma.

La Sardegna ha anche una dimensione europea da considerare. Come regione a statuto speciale, partecipa ai fondi di coesione Ue pensati per le isole e le aree periferiche. La qualità dei collegamenti è tra i temi ricorrenti di quel dibattito, anche se The Local Italy non lo collega esplicitamente alla vicenda dell'Etna.

Nei prossimi giorni si saprà quando Catania riaprirà e quanti voli saranno recuperati. Per la Sardegna la notizia resta un precedente da osservare: cosa succede a un'isola quando la sua porta d'ingresso si chiude per cause naturali, e quanto tempo serve per riaprirla.

La risposta, in Sicilia come in Sardegna, dipende da quanto il sistema dei trasporti è ridondante. Più opzioni esistono, più rapido è il ritorno alla normalità. Meno opzioni, più lungo l'intervallo. È il calcolo che ogni isola mediterranea conosce e che la cenere dell'Etna rende visibile ancora una volta.

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L'Etna chiude l'aeroporto di Catania: cosa dice alle altre isole vulcaniche — La Veduta