NAZIONALE
L'Etna tiene Catania chiusa: il Ferragosto dei viaggiatori bloccati
Quinto giorno di stop all'aeroporto più grande dell'isola nella settimana più trafficata dell'anno
Concetta Vassallo780 wordsEdition №84sabato 15 agosto 2026 — Edizione № 84
La cenere che fuoriesce dall'Etna ha chiuso l'aeroporto più grande della Sicilia per il quinto giorno consecutivo, lasciando bloccati centinaia di viaggiatori in vacanza estiva durante la settimana di viaggio più affollata dell'anno, secondo France 24. L'aeroporto di Catania rimarrà chiuso fino ai primi giorni del 15 agosto, come riferisce l'emittente francese.
I voli saranno sospesi almeno fino al sabato pomeriggio, secondo Al Jazeera, che cita centinaia di viaggiatori rimasti a terra. Deutsche Welle conferma che l'aeroporto ha sospeso nuovamente i voli mentre l'Etna continua a eruttare lava e cenere vulcanica, interrompendo i viaggi nel pieno della stagione estiva.
L'Etna, il vulcano attivo più grande d'Europa, erutta spesso, ma di solito non rilascia questa quantità di cenere, ha detto un esperto citato dal New York Times. I piani di decine di migliaia di viaggiatori sono stati interrotti nell'ultima settimana, secondo il quotidiano americano.
Per la Sicilia, l'aeroporto di Catania non è solo uno scalo: è la porta orientale dell'isola, il punto di arrivo per chi visita la costa ionica, Taormina, la Valle dell'Etna e le pendici del vulcano stesso. La sua chiusura prolungata nel cuore di agosto colpisce una regione che vive di turismo, in una stagione già segnata dal caldo record e dalla siccità.
La scena è paradossale: mentre i viaggiatori restano a terra, altri salgono. Euronews riferisce che i turisti affollano l'Etna per assistere all'eruzione nonostante gli avvertimenti di sicurezza, attratti dai pennacchi che si alzano nel cielo e dalla lava fusa che scorre lungo i pendii. Le guide locali esprimono preoccupazione, come riporta l'emittente europea.
Il Guardian ha diffuso un video che mostra escursionisti che guardano mentre la lava fusa fuoriesce dall'Etna, con rocce e cenere che scendono lungo i pendii. Il vulcano italiano è il più attivo d'Europa, ricorda il quotidiano britannico.
La chiusura dell'aeroporto di Catania non è un evento nuovo per la Sicilia. L'Etna, con la sua attività quasi continua, ha costretto più volte le autorità a chiudere lo scalo negli ultimi anni, ma la portata di questa eruzione — cinque giorni di stop consecutivi — è eccezionale, come sottolineano i media internazionali.
Il vulcano è una presenza ambivalente per l'isola: fonte di fertilità per i terreni agricoli, attrazione turistica di fama mondiale, ma anche minaccia costante per le infrastrutture e per chi vive sulle sue pendici. La cenere, fine e penetrante, non solo blocca i voli ma ricopre strade, case e coltivazioni, come hanno documentato i corrispondenti stranieri negli anni.
La settimana di Ferragosto è il momento di massimo afflusso turistico in Italia, e la Sicilia ne dipende in modo particolare. I viaggiatori bloccati a Catania cercano alternative — traghetti, treni, auto a noleggio — in una regione dove le infrastrutture di trasporto sono già sotto stress, come emerge dalla copertura internazionale.
Le autorità locali, secondo quanto riportato da France 24, hanno dovuto gestire una situazione in evoluzione, con la cenere che continua a essere emessa e i venti che ne determinano la dispersione. La chiusura è stata estesa più volte, lasciando i passeggeri nell'incertezza.
Per chi vive in Sicilia, l'Etna è un vicino di casa imprevedibile. Gli abitanti delle città ai suoi piedi — Catania, Acireale, Giarre — conoscono bene i ritmi del vulcano, le sue pause e le sue esplosioni. Ma questa eruzione, con la sua persistente emissione di cenere, ha un impatto che va oltre il territorio: tocca l'economia turistica dell'intera isola.
Il New York Times cita un esperto secondo cui l'Etna erutta spesso, ma di solito non rilascia questa quantità di cenere. È un'osservazione tecnica, ma per i siciliani ha un significato concreto: giorni di scuola chiusi, voli cancellati, pulizie continue, e una domanda ricorrente su come convivere con il gigante che dorme alle loro spalle.
Mentre l'aeroporto resta chiuso, la notizia occupa le prime pagine internazionali. France 24, Deutsche Welle, Al Jazeera, il New York Times e il Guardian raccontano tutti la stessa storia: un vulcano che interrompe i viaggi di migliaia di persone nel momento più delicato dell'estate europea.
Per la Sicilia, la questione è anche di reputazione. L'isola si presenta al mondo come una destinazione turistica affidabile, ma eventi come questo — per quanto naturali e in parte prevedibili — sollevano interrogativi sulla capacità di gestire le emergenze e di garantire la continuità dei servizi essenziali.
La lezione degli anni passati è che l'Etna non si ferma per Ferragosto. I siciliani lo sanno, e i viaggiatori stranieri stanno imparando. La speranza, come sempre, è che il vulcano si calmi presto e che la cenere venga spazzata via dal vento, riportando la normalità in una delle settimane più importanti per l'economia dell'isola.
