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OPINION

L'Etna ferma i viaggi: la Sicilia sospesa tra fuoco e attesa

La Redazione387 wordsEdition84sabato 15 agosto 2026 — Edizione № 84

Mentre l'Italia intera si preparava al grande esodo di Ferragosto, la Sicilia ha vissuto una settimana sospesa, non dal traffico ma dalla cenere. L'aeroporto di Catania, il più grande dell'isola, è rimasto chiuso per il quinto giorno consecutivo a causa dell'attività del Monte Etna, lasciando a terra centinaia di viaggiatori nel momento più affollato dell'anno. La stampa internazionale, da France 24 ad Al Jazeera, racconta un'isola bloccata in piena estate, con i piani di decine di migliaia di persone interrotti dalla forza di un vulcano che è insieme spettacolo e ostacolo.

Il paradosso è evidente: l'Etna, il vulcano attivo più grande d'Europa, è una delle attrazioni più amate della Sicilia, e le immagini di escursionisti che osservano la lava fusa scendere lungo i pendii hanno fatto il giro del mondo, come mostrano i video del Guardian. Ma la stessa meraviglia che attira visitatori ora li trattiene, in un aeroporto chiuso, in attesa di una tregua che non arriva. La parola italiana del giorno, 'tregua', suona quasi ironica: la si invoca dal caldo, dal traffico, e ora anche dal vulcano.

Per chi vive in Sicilia, questa è una storia antica. L'isola convive da millenni con il fuoco, e la sua capacità di adattamento è parte dell'identità collettiva. Ma la copertura estera di questa settimana mostra anche un'altra verità: il turismo di massa, che da anni trasforma l'Italia in una meta globale, rende ogni interruzione più visibile e più costosa. Quando l'aeroporto chiude, non sono solo i siciliani a farne le spese, ma un'intera economia che dipende dalla mobilità estiva.

La domanda che il mondo si pone, e che noi ci facciamo, è se questa convivenza con la natura sia destinata a diventare più difficile. L'esperto citato dal New York Times nota che l'Etna erutta spesso, ma non sempre con questa quantità di cenere. Il cambiamento climatico, che già stressa il paese con ondate di caldo e incendi, potrebbe rendere più frequenti questi episodi. La Sicilia, come il resto d'Italia, dovrà imparare a convivere con l'incertezza, trasformando la sua storica resilienza in una strategia per il futuro.

Intanto, a Ferragosto, l'isola resta in attesa. I viaggiatori bloccati guardano il cielo, gli abitanti guardano il vulcano, e tutti sperano in una tregua. La festa più italiana dell'anno si celebra quest'anno all'ombra di una montagna che non dimentica di essere viva.

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