LAZIO
L'UE verso regole sugli affitti brevi: Roma osserva
Bruxelles prepara norme per aiutare le città a limitare Airbnb e i prezzi delle case
Davide Ruspoli734 wordsEdition №106domenica 6 settembre 2026 — Edizione № 106
L'Unione Europea si appresta a introdurre nuove regole per aiutare le città del continente a limitare gli affitti turistici a breve termine come Airbnb, nel tentativo di contrastare l'aumento dei prezzi delle case. Lo riferisce The Local Italy, citando piani visionati dall'AFP venerdì scorso.
La misura arriva in un momento in cui diverse città europee, da Barcellona ad Amsterdam, hanno già adottato restrizioni locali contro la piattaforma di affitti brevi, lamentando che la crescita del turismo urbano stia spingendo fuori dai centri storici i residenti permanenti.
Per Roma la questione è particolarmente delicata: la capitale italiana è tra le città più visitate d'Europa e il suo centro storico è da anni al centro del dibattito sull'impatto del turismo di massa sulla disponibilità di alloggi per i residenti.
Secondo i piani europei di cui riferisce AFP e che The Local Italy riporta, Bruxelles vorrebbe fornire strumenti normativi ai comuni che intendono limitare la diffusione degli affitti brevi, rispondendo a una crescente pressione politica in tutto il continente dove i prezzi delle case sono saliti molto più rapidamente dei salari medi.
La proposta arriva mentre il mercato immobiliare italiano mostra segnali di tensione nelle aree urbane a forte vocazione turistica. A Roma, il fenomeno ha trasformato interi quartieri del centro: secondo studi internazionali citati in passato dalla stampa estera, migliaia di appartamenti sono passati dalla locazione residenziale a quella turistica negli ultimi dieci anni.
Il dibattito sugli affitti brevi è esploso in Italia già nel 2023, quando il governo ha introdotto un codice identificativo nazionale per le strutture ricettive. Ma l'azione dell'UE rappresenterebbe un cambio di passo: invece di lasciare ai singoli stati la regolamentazione, Bruxelles interverrebbe con un quadro comune che dia ai comuni strumenti uniformi per intervenire.
Le città europee più colpite dal fenomeno hanno già sperimentato soluzioni diverse. Barcellona ha imposto limiti severi alle nuove licenze; Amsterdam ha ridotto il numero massimo di notti consentite; Berlino ha a lungo applicato un divieto quasi totale. Il quadro europeo potrebbe uniformare queste esperienze, secondo gli osservatori internazionali.
Per Roma, il tema si intreccia con il Giubileo del 2025, che ha portato nella capitale milioni di pellegrini e ha ulteriormente incentivato l'offerta di alloggi turistici. La stampa estera ha ripetutamente documentato come il centro storico di Roma — da Trastevere a Campo de' Fiori — abbia visto una progressiva sostituzione dei residenti con turisti stagionali.
I dati raccolti dalle piattaforme stesse indicano che Roma è tra i mercati europei più grandi per gli affitti brevi, con decine di migliaia di annunci attivi. L'impatto sui prezzi degli affitti residenziali è stato oggetto di numerosi studi accademici internazionali, che hanno rilevato una correlazione tra la densità di annunci turistici e l'aumento dei canoni nei quartieri centrali.
La misura europea, se adottata, potrebbe dare al Campidoglio strumenti per intervenire senza il rischio di contenziosi con le piattaforme, che finora hanno spesso contestato in sede legale le restrizioni locali. Il caso più noto è quello di Amsterdam, dove la piattaforma ha fatto ricorso contro le limitazioni comunali.
La stampa estera osserva che il tema degli alloggi è diventato politicamente sensibile in tutta Europa, con movimenti per il diritto alla casa che hanno guadagnato consensi nelle grandi città. Anche in Italia, le associazioni degli inquilini hanno più volte chiesto interventi contro la 'turistificazione' dei centri storici.
Il governo italiano non ha ancora espresso una posizione pubblica sui piani di Bruxelles, secondo quanto riportato dalle fonti internazionali. La partita si giocherà nei prossimi mesi nei negoziati tra Commissione, Parlamento europeo e Consiglio, dove l'Italia siederà con i suoi rappresentanti.
Per la capitale, la posta in gioco è doppia: da un lato, la necessità di preservare un tessuto residenziale nei quartieri centrali; dall'altro, il peso del turismo nell'economia cittadina, che secondo le stime internazionali rappresenta una quota significativa dell'occupazione locale. Le regole europee dovranno trovare un equilibrio tra queste due esigenze, osservano i commentatori stranieri che seguono la vicenda.
Resta da vedere se il quadro normativo europeo includerà anche limiti al numero di notti per anno o requisiti di registrazione più stringenti. Le associazioni delle piattaforme hanno già fatto sapere, attraverso i canali internazionali, che chiederanno un approccio proporzionato che non penalizzi i piccoli proprietari.
La partita europea sugli affitti brevi è solo all'inizio, ma per Roma — città che vive di turismo ma fatica a garantire case ai suoi residenti — rappresenta uno dei dosssier più osservati dai corrispondenti stranieri nella capitale.
