ECONOMIA
L'euro scende sotto 1,13 dollari mentre il caldo paralizza la produzione
La moneta europea perde il 2,6% in un mese; le ondate di calore costringono fabbriche e servizi a rallentare in tutta Italia.
Ufficio Economia386 wordsEdition №26giovedì 25 giugno 2026 — Edizione № 26
La moneta unica è scesa del 2,6% rispetto al dollaro americano dal 26 maggio, quando quotava 1,1634. Il cambio EUR/USD a 1,134 riflette una pressione più ampia sull'eurozona: secondo i dati della Banca Mondiale, la crescita italiana nel 2024 è rimasta ferma al 0,69%, tra le più deboli dell'Unione. L'inflazione contenuta a 0,98% non compensa la stagnazione strutturale.
L'indebolimento della valuta rende più caro importare materie prime e energia, pressioni che si sommano al caldo estremo in corso. Secondo il Guardian, la Francia ha registrato mercoledì il giorno più caldo da quando le misurazioni hanno avuto inizio nel 1947, con parti del paese che raggiungono i 40 gradi. L'Italia, colpita allo stesso modo, ha visto sedici città in allerta rossa per ondata di caldo.
Il governo italiano ha autorizzato le aziende a ricorrere alla cassa integrazione per i lavoratori a causa del caldo estremo, una misura che segnala quanto il fenomeno climatico stia già incidendo sulla produzione. Fabbriche e cantieri rallentano o si fermano nelle ore più calde, riducendo la capacità produttiva in un periodo in cui l'economia non può permettersi ulteriori perdite.
Il tasso di disoccupazione italiano rimane al 6,39% nel 2025, secondo i dati della Banca Mondiale. Un'economia che cresce poco e che ora deve affrontare shock climatici ricorrenti rischia di vedere aumentare la pressione sul mercato del lavoro, soprattutto nei settori esposti al caldo come la logistica, l'edilizia e i servizi. I rider di Roma, secondo il corrispondente di The Local Italy, continuano a lavorare nelle ore più calde per sopravvivenza economica.
Il debito pubblico italiano rimane una vulnerabilità strutturale, anche se i dati disponibili risalgono al 1992. L'indebolimento dell'euro, combinato con la stagnazione della crescita e i costi crescenti della transizione climatica, complica la posizione fiscale del paese. L'Organizzazione mondiale della sanità ha esortato mercoledì i leader europei a investire nella resilienza dei servizi sanitari di fronte alle ondate di calore sempre più intense.
I cambi dell'euro riflettono anche le tensioni geopolitiche globali. Contro lo yuan cinese, l'euro quota 7,7236; contro il franco svizzero, 0,9216. La volatilità valutaria penalizza le imprese italiane che operano in mercati internazionali, riducendo i margini di chi esporta e aumentando i costi di chi importa. In un contesto di crescita debole e inflazione bassa, il costo dell'energia e delle materie prime diventa il vero driver dei profitti.
