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ECONOMIA

L'euro scivola sotto pressione mentre Trump minaccia ritorsioni

La moneta europea perde terreno contro il dollaro in un mese di crescenti frizioni commerciali tra Washington e Roma.

Ufficio Economia337 wordsEdition24martedì 23 giugno 2026 — Edizione № 24

Il cambio EUR/USD è sceso da 1,1595 a 1,1456 nel mese concluso il 22 giugno, un movimento che gli analisti internazionali collegano al deterioramento dei rapporti tra l'amministrazione Trump e il governo italiano. Secondo Le Monde, la premier italiana e il presidente americano, un tempo alleati, hanno pubblicamente esposto le loro divergenze in materia commerciale e geopolitica, alimentando l'incertezza sui mercati.

L'indebolimento dell'euro rispecchia un quadro economico italiano già fragile. La crescita del PIL nel 2024 si è fermata allo 0,69%, tra le più basse dell'eurozona, mentre l'inflazione si è mantenuta contenuta allo 0,98%. La disoccupazione, al 6,39% nel 2025, rimane sopra la media europea, segnalando una ripresa ancora incompleta.

Il debito pubblico italiano continua a pesare sulla fiducia degli investitori. Le cifre storiche della Banca Mondiale mostrano un rapporto debito/PIL del 77,3%, una delle eredità più gravose dell'economia italiana. In un contesto di tensioni commerciali, il costo del finanziamento pubblico rischia di aumentare se gli spread si allargheranno.

Le minacce di ritorsioni commerciali americane rappresentano un rischio concreto per un'economia che dipende significativamente dalle esportazioni. I settori della moda, del design e dell'alimentare — pilastri del soft power italiano — potrebbero subire dazi che ne comprimerebbero la competitività internazionale. Reuters e altre agenzie hanno riferito che l'amministrazione Trump sta valutando misure protezionistiche che colpirebbero in particolare i partner europei.

Contro il franco svizzero, l'euro ha mantenuto una posizione più stabile a 0,9257, mentre si è rafforzato leggermente contro lo yen giapponese a 185,33. La sterlina britannica rimane a 0,86468, riflettendo le sue proprie dinamiche post-Brexit. Questi movimenti suggeriscono che la debolezza dell'euro è selettiva, concentrata soprattutto sulla coppia con il dollaro americano.

Gli economisti internazionali monitorano con attenzione l'evoluzione dei dazi americani. Un'escalation commerciale potrebbe deprimere ulteriormente la crescita italiana, già modesta, e complicare la traiettoria di riduzione del debito pubblico. Nel frattempo, l'ondata di calore che colpisce l'Europa — con allerte rosse in Francia, Italia e Spagna — aggiunge pressione sui costi energetici e sulla produttività agricola, ulteriori fattori di rischio per la ripresa economica.

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