ECONOMIA
L'euro risale contro il dollaro mentre l'Italia rallenta
La moneta unica guadagna lo 0,4% in un mese. Intanto la crescita italiana rimane sotto lo 0,6% annuo.
Ufficio Economia399 wordsEdition №175venerdì 6 novembre 2026 — Edizione № 175
L'euro ha guadagnato terreno sul dollaro negli ultimi trenta giorni, chiudendo a 1,1224 nella sessione di ieri rispetto a 1,1177 di inizio ottobre. Il movimento riflette una stabilizzazione relativa dei mercati europei dopo settimane di volatilità, sebbene i cambi rimangono sensibili alle tensioni geopolitiche e alle decisioni della Federal Reserve americana.
I dati della Banca Mondiale confermano che l'inflazione italiana si è assestata all'1,53% nel 2025, ben al di sotto dei target storici e coerente con la politica monetaria della BCE. Questo controllo dei prezzi ha fornito un ancoraggio ai mercati dei cambi, anche se non ha ancora tradotto in una ripresa robusta della domanda interna.
La crescita del PIL italiano rimane contenuta: lo 0,54% annuo registrato per il 2025 posiziona il paese tra i più lenti dell'eurozona. Secondo i corrispondenti internazionali, questa stagnazione riflette sia la debolezza della domanda estera sia i vincoli strutturali interni, dal debito pubblico al calo demografico.
La disoccupazione si attesta al 6,39%, un livello che la stampa internazionale continua a inquadrare come preoccupante per una popolazione già segnata dall'emigrazione giovanile. Le proteste studentesche segnalate da France 24 e da altre testate europee questa settimana toccano proprio questi nervi: accesso all'alloggio, costi della vita e incertezza occupazionale sono temi che attraversano tutta la Gen Z europea, ma in Italia si intrecciano con una crescita economica quasi ferma.
Il rapporto debito pubblico-PIL rimane strutturalmente elevato. Sebbene il dato storico del 1992 (77,3%) sia ormai superato, la sostenibilità del debito italiano continua a essere scrutinata dai mercati obbligazionari europei. Deutsche Welle ha recentemente riportato come i governi europei a corto di liquidità competano con i giganti tecnologici americani per accesso ai mercati dei capitali, una pressione che pesa in particolare su Roma.
I cambi incrociati dell'euro mostrano una relativa stabilità: 0,918 contro il franco svizzero, 7,48 contro lo yuan cinese, 0,834 contro la sterlina. Questa composizione suggerisce che l'euro mantiene una posizione intermedia tra le valute rifugio e quelle dei mercati emergenti, coerente con lo status dell'Italia come economia sviluppata ma con fondamentali fragili.
Le interruzioni ai voli europei causate dalle false minacce di bombe questa settimana — che hanno colpito rotte verso Roma e Milano — rappresentano un rischio aggiuntivo per il turismo e la logistica italiana. Sebbene gli allarmi si siano rivelati infondati, secondo il Guardian e France 24 gli effetti sui costi operativi e sulla fiducia dei viaggiatori rimangono reali e potenzialmente prolungati.
