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ECONOMIA

Euro ai massimi da mesi, ma la crescita italiana resta al passo del gambero

Il cambio EUR/USD sale a 1,1605, mentre il PIL 2025 segna appena mezzo punto percentuale.

Ufficio Economia653 wordsEdition89giovedì 20 agosto 2026 — Edizione № 89

Nelle ultime quattro settimane l'euro si è apprezzato di quasi due centesimi rispetto al dollaro, passando da 1,1418 del 21 luglio a 1,1605 registrato ieri, 19 agosto. Si tratta di un movimento modesto in termini assoluti, ma significativo per un'economia come quella italiana, dove le esportazioni manifatturiere — macchinari, abbigliamento, agroalimentare — costituiscono una quota rilevante del prodotto interno lordo. Un euro più forte rende i beni italiani più cari sui mercati in dollari, a partire dagli Stati Uniti, primo o secondo partner commerciale a seconda del semestre.

Il contesto in cui questo apprezzamento si inserisce è quello di una crescita quasi ferma: secondo i dati della Banca Mondiale, il PIL italiano è aumentato dello 0,54 per cento nel 2025. Non è una recessione, ma è una velocità che non lascia spazio a shock esterni. Per confronto, la media dell'eurozona negli stessi anni ha oscillato attorno a valori doppi o tripli. La distanza non è nuova, ma torna a farsi sentire ogni volta che il ciclo globale rallenta.

L'inflazione al 1,53 per cento offre una lettura in apparenza rassicurante: i prezzi crescono poco, il potere d'acquisto delle famiglie non è eroso come nel biennio 2022-2023. Tuttavia, un'inflazione così bassa in un contesto di crescita stagnante può anche segnalare domanda interna debole, non soltanto efficienza. La distinzione conta, perché le politiche correttive nei due casi sono opposte.

Sul mercato del lavoro, il tasso di disoccupazione al 6,39 per cento è il più basso registrato in Italia da molti anni, e la stampa internazionale lo ha notato. Tuttavia, come ha osservato più volte il corrispondente economico del Financial Times da Roma, il dato aggregato nasconde divari strutturali profondi: la disoccupazione giovanile e quella del Mezzogiorno restano su livelli ben più alti, e il tasso di partecipazione al mercato del lavoro — la quota di popolazione che un lavoro lo cerca davvero — rimane tra i più bassi dell'Europa occidentale.

Il cambio con lo yen giapponese a 184,62 e con il franco svizzero a 0,9402 racconta due storie diverse. Lo yen debole favorisce le esportazioni italiane verso il Giappone e rende più competitivi i prodotti nipponici in Europa, con effetti diretti su settori come l'automotive e l'elettronica di consumo. Il franco quasi alla parità con l'euro, invece, riflette la vicinanza economica tra la Svizzera e l'area euro: per le regioni del Nord Italia che commerciano quotidianamente oltre confine, è un dato da tenere d'occhio più dello spread.

Sullo sfondo di questi movimenti valutari, il telegrafo internazionale di questa settimana restituisce un'immagine dell'Italia estiva che ha un peso economico preciso. Deutsche Welle e Euronews hanno riferito della nuova eruzione dell'Etna e della sospensione dei voli dall'aeroporto di Catania durante la settimana di Ferragosto, il picco della stagione turistica. Ogni giorno di scalo chiuso equivale a mancati arrivi, hotel vuoti, ristoranti fermi: per la Sicilia, dove il turismo vale una quota sproporzionata del PIL regionale rispetto alla media nazionale, non è una notizia di colore.

The Local Italy ha segnalato che il governo italiano ha mantenuto i controlli alle frontiere con la Spagna oltre la scadenza originariamente prevista. Per un paese che dipende dalla libera circolazione delle persone — turisti, lavoratori stagionali, autotrasportatori — ogni irrigidimento ai confini interni Schengen ha un costo, anche se difficile da quantificare in tempo reale. Gli operatori del settore logistico del Nord-Est, abituati a flussi continui verso la penisola iberica, lo sanno bene.

Il quadro che emerge, visto dall'esterno, è quello di un paese che gestisce l'estate con una certa abilità tattica — aprendo i musei di notte per diluire le folle, come ha raccontato France 24, o sperimentando nuove forme di presidio ambientale come il rilascio di polpi nell'Adriatico per contenere i granchi blu invasivi — ma che affronta sfide strutturali che nessuna stagione turistica, per quanto intensa, può risolvere da sola. La crescita a mezzo punto e un euro in salita sono, insieme, il promemoria più sobrio di questa estate.

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