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ECONOMIA

Un euro più forte, una crescita più fragile: l'Italia entra in settembre in salita

Il cambio EUR/USD ha guadagnato quasi due centesimi in un mese, ma il PIL italiano cresce appena mezzo punto.

Ufficio Economia629 wordsEdition100lunedì 31 agosto 2026 — Edizione № 100

Nelle ultime quattro settimane l'euro ha percorso una strada in salita rispetto al dollaro: dal cambio di 1,1485 registrato il 31 luglio, la moneta comune ha raggiunto 1,1643 il 28 agosto, un rialzo di circa un punto e mezzo percentuale in trenta giorni. Per chi compra materie prime quotate in dollari — petrolio, metalli, cereali — un euro più forte abbassa il costo in valuta europea. Per chi esporta verso gli Stati Uniti, invece, i prodotti italiani diventano proporzionalmente più cari per l'acquirente americano.

Il contesto in cui questo apprezzamento si inserisce è quello di un'economia che cresce, ma con passo misurato. Secondo i dati della Banca Mondiale, il PIL italiano è atteso in aumento dello 0,54 per cento nel 2025. È una cifra che segnala stabilità, non slancio: non indica recessione, ma non indica nemmeno la capacità di ridurre in modo significativo i divari strutturali del paese — tra Nord e Sud, tra generazioni, tra chi ha un contratto stabile e chi no.

L'inflazione, ferma all'1,53 per cento, si trova al di sotto dell'obiettivo del due per cento che la Banca Centrale Europea considera compatibile con la stabilità dei prezzi. Per un lavoratore dipendente, questo significa che il potere d'acquisto non viene eroso come negli anni del picco inflazionistico, ma significa anche che la domanda interna rimane contenuta: quando i prezzi salgono poco, spesso è perché la gente spende poco.

Il mercato del lavoro offre un segnale in apparenza positivo: la disoccupazione è al 6,39 per cento, un livello storicamente basso per l'Italia. Tuttavia, questo dato va letto insieme alla struttura dell'occupazione: una quota rilevante dei posti di lavoro creati negli ultimi anni è a tempo determinato o part-time involontario, e il tasso di partecipazione al lavoro — soprattutto tra le donne e nel Mezzogiorno — resta tra i più bassi dell'Unione europea. Un numero di disoccupati in calo non racconta da solo la qualità del lavoro disponibile.

Sul fronte europeo, Euronews ha riferito questa settimana dell'iniziativa guidata dall'ex presidente del Consiglio Mario Draghi attraverso il cosiddetto Gruppo del Reno, un sodalizio informale di economisti e responsabili politici che punta a ridisegnare la governance economica europea. Secondo Euronews, il gruppo si interroga su come rafforzare la competitività del continente in un momento in cui la crescita media dell'eurozona rimane modesta. Per l'Italia, che è tra le economie più grandi dell'area euro, le scelte che si faranno a Bruxelles nei prossimi mesi sui margini di spesa pubblica e sulle regole di bilancio avranno ricadute dirette.

Il cambio con le altre valute principali disegna un quadro di relativa forza dell'euro: 0,8572 contro la sterlina britannica, 185,92 contro lo yen giapponese, 7,8251 contro lo yuan cinese. Quest'ultimo dato merita attenzione: la Cina è uno dei principali mercati di sbocco per la manifattura italiana di fascia alta — macchinari, moda, agroalimentare — e un euro più caro rispetto allo yuan comprime i margini degli esportatori italiani verso Pechino.

Settembre segna tradizionalmente il momento in cui il governo presenta le linee della manovra di bilancio per l'anno successivo. The Local Italy ha osservato che il parlamento italiano si appresta ad affrontare un autunno denso di scadenze. Con un debito pubblico strutturalmente elevato e una crescita che non accelera, lo spazio per nuove misure espansive è stretto. Le istituzioni europee osserveranno con attenzione le scelte di Roma, in un momento in cui il dibattito sulle regole fiscali dell'Unione non è ancora chiuso.

Il quadro che emerge, dunque, è quello di un paese che entra nell'ultima parte dell'anno senza emergenze acute ma senza margini comodi: un euro che aiuta i consumatori ma penalizza gli esportatori, una crescita che non crea abbastanza lavoro di qualità, e un'agenda politica autunnale che dovrà trovare risorse in uno spazio fiscale che i mercati internazionali continuano a misurare con attenzione.

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