ESTERO
Trump minaccia i dazi europei, l'accordo commerciale vacilla
Il presidente americano promette tariffe del 100% sui paesi UE per le tasse sulla tecnologia, appena giorni dopo la firma dell'intesa
Adriana Sole623 wordsEdition №32mercoledì 1 luglio 2026 — Edizione № 32

Il presidente americano Donald Trump ha minacciato venerdì di imporre dazi del 100% sui paesi europei per le loro tasse sulla tecnologia, mettendo a rischio un accordo commerciale che i funzionari dell'Unione Europea avevano appena finalizzato. Secondo il New York Times, Trump ha affermato che i dazi annullerebbero l'intesa negoziata nei giorni precedenti, creando un'incertezza acuta sui mercati transatlantici.
L'annuncio arriva in un momento critico per l'Europa, che sta cercando di consolidare un fronte unito di fronte alle pressioni commerciali americane. I leader del cosiddetto gruppo E5 — Germania, Francia, Italia, Regno Unito e Polonia — si erano riuniti a Berlino il 24 giugno per coordinare una posizione congiunta su un pilastro europeo più forte nella NATO, una mossa vista come tentativo di affermare l'autonomia strategica del continente.
Non è ancora chiaro quando Trump potrebbe implementare le minacce tariffarie, ma la volatilità commerciale aggiunge pressione a un'economia europea già fragile, con inflazione persistente e crescita moderata. L'Italia, come membro dell'eurozona e dell'UE, rimane esposta a qualsiasi escalation commerciale con gli Stati Uniti, dato il suo ruolo di esportatore manifatturiero.
Le tasse sulla tecnologia europee, in particolare la Digital Services Tax, erano state oggetto di negoziati commerciali per anni. L'Unione Europea aveva sostenuto che queste imposte erano necessarie per garantire che le grandi piattaforme tecnologiche americane contribuissero equamente al fisco europeo. Gli Stati Uniti, tuttavia, le hanno sempre considerate discriminatorie nei confronti delle aziende americane.
L'accordo appena finalizzato rappresentava un compromesso difficile dopo mesi di trattative. I funzionari europei avevano sperato che l'intesa avrebbe stabilizzato le relazioni commerciali e evitato una guerra commerciale più ampia. La minaccia di Trump suggerisce che quella stabilità è fragile e condizionata al suo umore politico.
Per l'Italia, un'escalation tariffaria avrebbe conseguenze dirette. Il paese è un grande esportatore di beni manifatturieri verso gli Stati Uniti — dai macchinari all'abbigliamento, dal design ai prodotti alimentari. Dazi americani più alti renderebbero questi prodotti meno competitivi nei mercati statunitensi, potenzialmente colpendo l'occupazione e la crescita economica in regioni come la Lombardia, il Veneto e l'Emilia-Romagna, storicamente dipendenti dalle esportazioni.
Reuters ha riportato che i leader europei stanno cercando di presentare un fronte unito nei negoziati con Washington, ma le tensioni interne sull'approccio commerciale rimangono. Alcuni paesi, come la Francia, hanno sostenuto un'Europa più assertiva; altri, come la Polonia, mantengono legami più stretti con Washington.
Il contesto geopolitico rende questa disputa commerciale ancora più delicata. Mentre l'Europa cerca di rafforzare la sua posizione nella NATO e di coordinare una risposta alla minaccia russa in Ucraina, una guerra commerciale con gli Stati Uniti comporterebbe il rischio di indebolire l'alleanza atlantica proprio quando l'unità è critica.
Il prossimo vertice NATO ad Ankara, previsto per il mese prossimo, sarà un momento cruciale. I leader europei speravano di usare l'occasione per dimostrare che l'Europa poteva contribuire più equamente alla difesa collettiva, riducendo la dipendenza americana. Le minacce commerciali di Trump potrebbero complicare questi sforzi, creando risentimento e spingendo alcuni paesi europei a riconsiderare i loro impegni transatlantici.
Secondo Politico, il gruppo E5 aveva anche chiesto che l'aiuto all'Ucraina rimanesse in cima all'agenda del vertice NATO. Una guerra commerciale con gli Stati Uniti potrebbe distrarre da questi sforzi e indebolire la capacità dell'Europa di sostenere Kiev in modo coerente.
L'incertezza commerciale aggiunge anche pressione ai mercati finanziari europei. L'euro aveva già subito pressioni nelle settimane precedenti, scendendo sotto 1,14 dollari. Una guerra commerciale potrebbe accelerare ulteriormente il deprezzamento della moneta europea, aumentando i costi di importazione e alimentando l'inflazione.
Per il governo italiano, la questione è particolarmente delicata. L'Italia è stata storicamente un ponte tra gli Stati Uniti e l'Europa, con legami storici profondi a Washington. Una escalation commerciale metterebbe il governo italiano in una posizione difficile, costringendolo a scegliere tra lealtà atlantica e interessi economici nazionali.
