CALABRIA
L'Europa stringe i confini, la Calabria in prima linea
Le nuove regole europee sulla migrazione spingono verso tattiche più dure. Il Mediterraneo calabrese rimane la porta più contestata
Saverio Gallo1,247 wordsEdition №2martedì 2 giugno 2026 — Edizione № 2
L'Unione europea sta adottando norme sempre più restrittive sull'asilo, spinta dalla stanchezza dei cittadini dopo anni di ondate migratorie e dal rifiuto di richiedenti provenienti da paesi ritenuti sicuri. Il Washington Post ha riferito lunedì che i governi europei stanno abbracciando tattiche simili a quelle promosse dall'amministrazione Trump negli Stati Uniti, con controlli più severi alle frontiere e procedure di rimpatrio accelerate.
Per la Calabria, questa virata rappresenta una sfida senza precedenti. La regione rimane il principale punto di ingresso nel Mediterraneo centrale per chi attraversa da Nord Africa e Medio Oriente, e le nuove direttive europee ricadono interamente sulle spalle delle comunità locali e dei servizi di accoglienza già sotto pressione.
Le autorità regionali e i sindaci dei comuni costieri si trovano ora a gestire flussi migratori in un contesto di risorse limitate e di una politica europea che, secondo i corrispondenti internazionali, sta spostando il peso della gestione verso i paesi di primo arrivo — esattamente dove si trova la Calabria.
