REGIONI
Incendi sull'Adriatico, la Guardia Costiera evacua 700 persone via mare
Turisti e bagnanti messi in salvo dalle spiagge mentre le fiamme avanzano sulla costa
Francesca Lazzari842 wordsEdition №65lunedì 3 agosto 2026 — Edizione № 65

La Guardia Costiera italiana ha organizzato domenica 26 luglio l'evacuazione di oltre 700 persone, inclusi turisti, dopo che la gente fuggiva verso la spiaggia e in acqua mentre un incendio si avvicinava a una cittadina costiera sull'Adriatico, ha riferito The Maritime Executive.
"Oltre 400 turisti e bagnanti sono stati evacuati via mare, l'unica via di fuga praticabile", ha scritto la testata specializzata in questioni marittime, descrivendo una scena di panico in cui il mare è diventato l'unica via di salvezza.
L'episodio evidenzia una vulnerabilità che riguarda da vicino la costa pugliese, dove l'afflusso turistico estivo coincide con la stagione degli incendi e con infrastrutture viarie spesso inadeguate a garantire evacuazioni rapide.
L'evacuazione via mare di oltre 700 persone da una località costiera adriatica rappresenta uno degli interventi più complessi condotti dalla Guardia Costiera italiana in questa stagione, secondo quanto riportato da The Maritime Executive. L'operazione, avvenuta domenica 26 luglio, ha visto la messa in salvo di turisti e residenti che si erano riversati sulla spiaggia e in acqua mentre le fiamme avanzavano verso l'abitato.
La scelta del mare come via di fuga, definita dalla testata "l'unica via di fuga praticabile", racconta di una situazione in cui le strade di accesso alla cittadina erano state tagliate dal fuoco. Oltre 400 persone sono state recuperate direttamente dalle spiagge, mentre il resto dei 700 evacuati è stato imbarcato da altri punti della costa.
L'episodio si inserisce in un contesto europeo segnato dagli incendi. Il Guardian ha riportato che le condizioni meteorologiche favorevoli al fuoco nell'Unione Europea hanno battuto i record di gravità per questo periodo dell'anno, con un clima degli incendi il 43% più severo della media degli ultimi 20 anni. Tre dei 15 più grandi incendi registrati nell'UE dal 2016 si sono verificati a luglio, secondo The Local Italy.
La costa adriatica italiana, con le sue pinete e la macchia mediterranea che si spingono fino alle spiagge, è particolarmente esposta a questo tipo di emergenze. La Puglia, con i suoi 800 chilometri di costa e un turismo balneare che in agosto raggiunge il picco, condivide lo stesso profilo di rischio: strade costiere spesso a una sola corsia e frazioni turistiche sviluppate lungo la fascia dunale.
La risposta della Guardia Costiera, che ha impiegato motovedette e mezzi minori per il recupero dei bagnanti, richiama alla memoria le operazioni di salvataggio in mare che in questa parte d'Italia sono più spesso associate all'accoglienza di migranti e richiedenti asilo. In questo caso, il dispositivo è stato riadattato in poche ore a un'emergenza che ha avuto come protagonisti i turisti della domenica d'estate.
The Maritime Executive ha sottolineato la rapidità con cui è stata organizzata l'evacuazione, avvenuta nel giro di poche ore dall'inizio dell'emergenza. Non sono state riportate vittime, ma l'episodio solleva interrogativi sulla preparazione delle località costiere a gestire incendi in piena stagione turistica.
Per la Puglia, la lezione è diretta. Le località del Gargano, del Salento e della costa barese accolgono ogni estate centinaia di migliaia di visitatori in aree dove la vegetazione secca e il vento di scirocco creano le condizioni per incendi rapidi e difficili da controllare. La viabilità di accesso alle spiagge, in molti casi, non è stata progettata per un deflusso di emergenza di massa.
Gli incendi che hanno colpito la Francia, in particolare nella regione di Bordeaux, hanno mostrato come il fuoco minacci non solo le abitazioni ma anche le attività economiche storiche, ha riferito CBS News. Nel caso della costa adriatica, l'economia turistica è ugualmente esposta: una singola giornata di evacuazione può cancellare una settimana di presenze e danneggiare la reputazione di una destinazione.
Le autorità italiane non hanno ancora reso noto il nome della località colpita, ma la dinamica descritta dalla stampa internazionale — persone in fuga verso l'acqua, imbarcazioni che si avvicinano alla riva per recuperarle — è la stessa che si verifica ogni estate lungo le coste del Mediterraneo quando il fuoco incontra il mare.
Il rischio per l'estate 2026 non è finito. Con un clima degli incendi che batte i record, come documentato dal Guardian, e con le previsioni che indicano temperature elevate per le prossime settimane, la Protezione Civile e la Guardia Costiera restano in stato di allerta lungo tutto il versante adriatico.
Per le comunità costiere pugliesi, l'episodio rappresenta un campanello d'allarme. La pianificazione dell'emergenza, in molti comuni, è pensata per il terremoto o per il rischio idrogeologico, ma l'incendio che raggiunge la spiaggia richiede un coordinamento diverso, che coinvolga anche i gestori degli stabilimenti balneari e i comandanti dei porti turistici.
L'operazione della Guardia Costiera, infine, ha dimostrato che il mare può essere una risorsa per la salvezza quanto una via di fuga obbligata. La professionalità con cui è stata condotta l'evacuazione, secondo The Maritime Executive, ha evitato che il bilancio fosse più grave, ma ha anche messo in luce quanto sia sottile il margine tra una giornata di mare e una tragedia.
