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ESTERI

L'ex ministro ucraino Fedorov consulente di Roma sulla difesa

Dopo lo strappo con Zelenskyy, il dissidente approda a palazzo con Crosetto. Cosa significa per gli equilibri europei e per Torino

Lorenzo Ferraris1,247 wordsEdition98sabato 29 agosto 2026 — Edizione № 98

Mykhailo Fedorov, ex ministro della Difesa dell'Ucraina, ha accettato di diventare consulente per l'innovazione della difesa presso il ministro italiano Guido Crosetto. L'annuncio arriva sei settimane dopo il suo licenziamento da parte del presidente Zelenskyy, un allontanamento che ha provocato migliaia di proteste in tutta l'Ucraina, secondo quanto riportato da Le Monde e Politico Europe.

Il suo trasferimento a Roma segna un capitolo inatteso nella crisi interna di Kiev e un gesto diplomatico dell'Italia verso la questione ucraina. Fedorov, che aveva guidato gli sforzi di innovazione tecnologica della difesa ucraina durante l'invasione russa, ora affiancherà il governo italiano in un momento di crescente attenzione europea alle capacità di difesa e ai sistemi d'arma.

La mossa accade mentre l'Italia, membro della NATO e del G7, si posiziona come ponte tra le esigenze di sicurezza dell'Europa orientale e le riforme industriali continentali. Crosetto, ministro della Difesa da lungo tempo, ha costruito una reputazione di innovatore nel settore della difesa italiana.

Il trasferimento di Fedorov a Roma non è un evento minore. L'ex ministro ucraino aveva rappresentato una generazione di riformatori tecnologici dentro il governo di Zelenskyy, spingendo per modernizzazione rapida e digitalizzazione della macchina bellica ucraina durante l'invasione su larga scala della Russia. Il suo licenziamento, avvenuto a metà luglio, era stato attribuito a tensioni interne sulle priorità strategiche e sulla gestione del conflitto.

Secondo Politico Europe, il suo nuovo ruolo come consulente per l'innovazione della difesa presso il ministro Crosetto rappresenta un riconoscimento delle competenze che ha accumulato. L'incarico colloca Fedorov all'interno della struttura decisionale italiana proprio mentre l'Europa ricalibreaza le sue strategie di difesa e industriali.

Per il Piemonte, il significato è concreto. La regione ospita il polo aerospaziale e della difesa più importante d'Italia, con Torino come centro di innovazione per Thales Alenia Space, Leonardo e fornitori di sottosistemi per la difesa europea. L'arrivo di un consulente con esperienza diretta di conflitto moderno e innovazione tecnologica militare potrebbe influenzare le priorità di finanziamento e ricerca nel settore della difesa italiano.

Le aziende torinesi di aerospace e difesa, già integrate nelle catene di fornitura NATO, potrebbero trovarsi in posizione privilegiata per accedere a nuove commesse derivanti da una revisione delle capacità innovative. Thales Alenia Space, con sede a Torino, è già un fornitore chiave di sistemi satellitari per la difesa europea e potrebbe beneficiare di una maggiore priorità politica attorno all'innovazione tecnologica.

Tuttavia, la sua posizione rimane controversa in Ucraina. Le Monde ha sottolineato che il suo allontanamento aveva scatenato proteste di massa, con critici che lo accusavano di aver perduto il controllo sulla corruzione all'interno del ministero. La sua nuova posizione a Roma, sebbene consultiva, rappresenta comunque una sfida implicita al governo di Zelenskyy e un segnale che l'Italia riconosce il valore delle sue competenze anche se Kyiv le ha ripudiate.

Il contesto europeo è cruciale. Il Rhine Group di Draghi, recentemente lanciato per affrontare le sfide strutturali dell'Unione, include proprio la difesa e l'innovazione tecnologica tra le priorità. Un consulente ucraino presso il ministero della Difesa italiano potrebbe facilitare il trasferimento di conoscenze sulla guerra moderna verso i think tank e le istituzioni europee coinvolte nella riforma.

Crosetto ha già dimostrato interesse per le iniziative di integrazione europea della difesa. La sua accettazione di Fedorov suggerisce che il governo italiano intende rafforzare il proprio ruolo come ponte tra le esigenze di sicurezza dell'Europa orientale, le capacità industriali dell'Occidente e le riforme istituzionali continentali.

Per Torino, l'implicazione più immediata è che la città potrebbe diventare un hub informale per discussioni sulla modernizzazione della difesa europea. Se Fedorov diventa effettivamente una figura consulenziale influente, le sue relazioni con il settore aerospaziale e della difesa piemontese potrebbero creare opportunità di collaborazione diretta tra aziende italiane e priorità di innovazione ucraina.

La decisione di Roma di accogliere Fedorov segnala anche una posizione indipendente rispetto alle pressioni di Kyiv. L'Italia, pur solidale con l'Ucraina, mantiene una certa autonomia nelle sue scelte diplomatiche e di politica industriale. Questo equilibrio riflette la natura della NATO e dell'UE: solidarietà strategica, ma anche competizione per l'influenza e l'accesso alle competenze.

Le settimane prossime mostreranno se il ruolo di Fedorov sarà puramente consultivo o se avrà influenza effettiva sulle decisioni di procurement e innovazione della difesa italiana. Per il Piemonte industriale, questa distinzione è cruciale: una maggiore influenza del consulente ucraino potrebbe accelerare gli investimenti in tecnologie di difesa avanzata, proprio il settore in cui Torino e la regione aspirano a mantenere la leadership europea.

Fedorov stesso ha dichiarato, secondo Le Monde, di aver accettato l'incarico per continuare a contribuire alla difesa dell'Occidente, anche se da una posizione diversa. Questa retorica suggerisce che vede il suo ruolo a Roma come un modo per rimanere rilevante nelle questioni di sicurezza europea, indipendentemente dalla rottura con Zelenskyy.

L'arrivo di una figura così controversa e competente presso il ministero della Difesa italiano rappresenta anche un rischio. Se le sue idee sulla modernizzazione della difesa si scontrassero con le priorità politiche italiane, potrebbe emergere un conflitto interno. Tuttavia, il fatto che Crosetto lo abbia accolto suggerisce che il governo italiano ritiene che i benefici della sua esperienza superino i rischi diplomatici.

In conclusione, il trasferimento di Fedorov a Roma è un evento che merita attenzione dal Piemonte industriale. Non è solo una mossa diplomatica, ma un potenziale catalizzatore per una revisione delle priorità di innovazione della difesa italiana, con implicazioni dirette per le aziende aerospaziali e di difesa torinesi.

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