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VENETO

Il capo della difesa ucraino esiliato diventa consulente italiano: cosa significa per Venezia

Mykhailo Fedorov, destituito da Zelenskyy, assume un incarico presso il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto. La mossa segnala il ruolo crescente dell'Italia nella diplomazia europea.

Tommaso Veronese922 wordsEdition98sabato 29 agosto 2026 — Edizione № 98

Mykhailo Fedorov, il ministro della Difesa ucraino licenziato dal presidente Volodymyr Zelenskyy sei settimane fa, ha accettato un incarico come consulente per l'innovazione della difesa presso il ministro italiano Guido Crosetto. Secondo Politico Europe e Le Monde, Fedorov ha dichiarato venerdì di aver accettato il ruolo. Il suo allontanamento da Kiev aveva provocato migliaia di proteste in tutta l'Ucraina.

La nomina segna un momento significativo per l'Italia nel contesto della guerra in Ucraina e della riconfigurazione strategica dell'Europa. Roma, sotto la guida del governo Crosetto, si posiziona come mediatore e partner di innovazione difensiva nel continente. Fedorov, noto per il suo approccio tecnologico alla difesa e per le sue riforme istituzionali, porta con sé una prospettiva che riflette le priorità europee post-2024.

Per il Veneto, la nomina ha implicazioni indirette ma significative. La regione ospita infrastrutture militari NATO di importanza strategica, dal porto di Trieste ai depositi di munizioni del Friuli-Venezia Giulia. L'arrivo di un consulente ucraino a Roma segnala che l'Italia sta approfondendo la sua integrazione nella difesa collettiva europea e nella pianificazione strategica NATO.

La rottura tra Zelenskyy e Fedorov era stata drammatica. Secondo i rapporti internazionali, il presidente ucraino aveva ritenuto che il ministro della Difesa non avesse mantenuto il controllo sufficientemente stretto sulle operazioni militari e sulla corruzione all'interno del ministero. Fedorov, però, era stato una figura popolare tra i riformatori e gli innovatori ucraini, noto per il suo lavoro sulla digitalizzazione della difesa e sulla modernizzazione istituzionale.

Politico Europe descrive la nomina come parte di una più ampia strategia italiana di rafforzamento della sua posizione nella difesa europea. Crosetto, ministro della Difesa dal 2022, ha cercato di modernizzare le capacità militari italiane e di approfondire i legami con i partner europei e NATO. L'arrivo di Fedorov come consulente per l'innovazione della difesa riflette questa priorità.

Il ruolo di Fedorov rimane ancora vago. Secondo Le Monde, sarà consulente per l'«innovazione della difesa», una formulazione che suggerisce un incarico di carattere strategico e consuntivo, piuttosto che operativo. Non avrà, cioè, responsabilità diretta sulle decisioni militari italiane, ma fornirà consulenza su come modernizzare i sistemi di difesa e integrarli con le tecnologie emergenti.

La regione ospita infrastrutture militari NATO di importanza strategica: il porto di Trieste, che serve come nodo logistico per le operazioni NATO nel Mediterraneo e nei Balcani; i depositi di munizioni del Friuli-Venezia Giulia; la base aerea di Aviano, che ospita aerei da combattimento americani. L'arrivo di un consulente ucraino a Roma segnala che l'Italia sta approfondendo la sua integrazione nella difesa collettiva europea.

La stampa estera, in particolare Politico Europe, ha inquadrato la nomina come un segnale del ruolo crescente dell'Italia nella diplomazia e nella strategia di difesa europea. L'Italia, membro della NATO dal 1949, ha storicamente giocato un ruolo secondario rispetto a Francia e Germania nelle decisioni strategiche europee. Ma negli ultimi anni, soprattutto con l'ascesa della minaccia russa e la necessità di rafforzare il fianco orientale della NATO, Roma ha aumentato la sua influenza.

Fedorov rappresenta anche una continuità con l'Ucraina in un momento di tensione. Nonostante il suo licenziamento, rimane una figura rispettata tra i riformatori europei e gli innovatori della difesa. La sua nomina presso il ministero italiano suggerisce che l'Italia vuole mantenere canali di comunicazione con l'establishment ucraino, anche al di là dei canali diplomatici ufficiali.

Le Monde ha notato che la nomina arriva in un contesto di crescente instabilità nel Mediterraneo e nei Balcani. L'Italia, come potenza regionale, ha un interesse diretto nel mantenimento della stabilità in questa area. Fedorov, con la sua esperienza nella difesa ucraina e nella resistenza alla pressione russa, può fornire una prospettiva preziosa su come l'Italia debba adattare la sua strategia di difesa a una situazione geopolitica in rapida evoluzione.

Il Veneto, come regione di confine con il Friuli-Venezia Giulia e con una lunga storia di contatti commerciali e culturali con l'Europa centrale e orientale, è particolarmente sensibile a questi cambiamenti strategici. La stampa internazionale non ha notato ancora le implicazioni regionali della nomina di Fedorov, ma esse sono reali: il Veneto diventa ancora di più una zona di importanza strategica per la NATO e per l'Italia.

La nomina di Fedorov presso il ministero italiano della Difesa riflette anche un cambio più ampio nel modo in cui l'Europa gestisce la guerra in Ucraina. Non è più una guerra lontana, di interesse principalmente per i paesi baltici e la Polonia. È diventata una guerra che riguarda l'intera architettura di sicurezza europea, inclusa l'Italia. Fedorov, come consulente italiano, diventa un simbolo di questa integrazione.

Politico Europe ha sottolineato che la nomina non è stata annunciata dal governo italiano, ma da Fedorov stesso sui social media. Questo suggerisce che il governo italiano potrebbe aver voluto mantenere un basso profilo sulla questione, forse per evitare reazioni politiche interne o per non irritare la Russia. Ma la nomina rimane un segnale chiaro: Roma vuole approfondire i suoi legami con la difesa europea e con l'Ucraina.

Per il Veneto, la nomina di Fedorov rappresenta un'opportunità e una sfida. L'opportunità è quella di posizionarsi come una regione di importanza strategica nella difesa europea, con infrastrutture e competenze che possono contribuire alla modernizzazione della difesa dell'UE. La sfida è quella di mantenere l'equilibrio tra questa importanza strategica e il mantenimento della pace e della stabilità nella regione.

La stampa internazionale continuerà a monitorare il ruolo di Fedorov presso il ministero italiano della Difesa. Se la nomina si rivelerà significativa, potrebbe segnare l'inizio di una nuova fase nella strategia di difesa italiana, con implicazioni profonde per il Veneto e per l'intera regione nord-orientale dell'Italia.

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