OPINION
L'Ucraina trova rifugio nella difesa italiana
La Redazione319 wordsEdition №99domenica 30 agosto 2026 — Edizione № 99
Quando un capo della difesa ucraino destituito trova asilo professionale in Italia, accade qualcosa di più di un semplice cambio di carriera. Secondo Politico Europe, Mykhailo Fedorov — la cui rimozione ha provocato rare proteste in tempo di guerra a Kiev — ha accettato un incarico come consigliere del ministro della difesa italiano. La notizia arriva settimane dopo una drammatica rottura con il presidente Zelenskyy, e racconta di una ricerca di stabilità che l'Ucraina non può più garantire ai suoi stessi uomini.
L'Italia, da anni ai margini delle decisioni sulla sicurezza europea, si trova ora in una posizione inedita. Non è un caso che Roma sia diventata il porto d'approdo per una figura di primo piano della difesa ucraina. Il paese sta consolidando il suo ruolo di ponte tra l'Europa occidentale e il conflitto dell'Est, proprio mentre il governo italiano naviga tra la lealtà atlantica e una ricerca di autonomia strategica. Fedorov porta con sé non solo esperienza militare, ma anche contatti e visioni sulla guerra che potrebbero influenzare le scelte italiane nei mesi a venire.
Quello che il mondo esterno vede è un'Italia che accoglie, che offre spazio a chi è stato scartato dalle proprie capitali. Ma c'è una domanda più profonda: cosa significa per un paese ricevere il consiglio di chi ha perso il favore del suo stesso governo? Fedorov non è un esule ordinario — è un uomo che ha visto il conflitto da dentro, che conosce le fratture tra il potere civile e quello militare. La sua presenza a Roma, secondo la copertura internazionale, segnala che l'Italia sta costruendo una rete di expertise sulla guerra che potrebbe renderla un attore più rilevante nelle negoziazioni future.
Quando settembre riporterà il parlamento italiano al lavoro, questa nomina sarà uno dei segnali silenziosi di come il paese sta cambiando il suo ruolo in Europa. Non con dichiarazioni pubbliche, ma con scelte concrete di chi accogliere e come ascoltare.
