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CALABRIA

Perché il fentanyl non invade l'Europa: la domanda, non la mafia

The Conversation smonta la tesi secondo cui le mafie italiane terrebbero fuori il fentanyl. In Italia cinque morti nel 2025. La 'Ndrangheta vista da fuori.

Saverio Gallo810 wordsEdition №155lunedì 19 ottobre 2026 — Edizione № 155

The Conversation pubblica un'analisi che smonta una storia diventata convincente: che le mafie italiane stiano tenendo il fentanyl fuori dall'Europa per non uccidere i propri clienti e attirare le indagini. La tesi, scrive la testata, non regge alla conoscenza dei mercati della droga.

I numeri che il giornale riporta sono netti: negli Stati Uniti il fentanyl è coinvolto in circa 38.000 dei circa 70.000 decessi per overdose registrati nel 2025, secondo i Centers for Disease Control and Prevention. In sedici paesi europei che hanno fornito dati, il fentanyl e i suoi derivati sono stati collegati a circa 210 morti nel 2024, contro circa 130 nel 2023.

In Italia, secondo il rapporto del governo sull'addiction citato dall'articolo, nel 2025 si sono contati solo cinque decessi legati al fentanyl. La differenza con gli Stati Uniti è di ordine di grandezza.

La spiegazione che The Conversation privilegia è meno cinematografica: in Europa la domanda è scarsa. Il continente non ha vissuto l'onda di prescrizioni di oppioidi che negli Stati Uniti ha creato milioni di dipendenti per via legale, e l'eroina resta l'oppioide illecito più usato.

L'analisi di The Conversation parte da un dato che la stampa internazionale ha spesso trattato come enigma: perché il fentanyl, che devasta gli Stati Uniti, non ha fatto lo stesso in Europa. La risposta che circola, e che il giornale definisce 'compelling', è che le mafie italiane abbiano scelto di non trattarlo.

The Conversation la smonta con argomenti di mercato. La crisi americana, scrive, è stata in gran parte fabbricata: dagli anni Novanta antidolorifici come l'OxyContin venivano prescritti con larghezza, minimizzandone il potenziale di dipendenza. Milioni di persone sono diventate dipendenti attraverso canali legali.

Quando l'accesso è stato stretto negli anni 2010, quella dipendenza non è sparita: si è spostata sul mercato illecito, prima verso l'eroina, poi verso il fentanyl, economico da produrre e facile da contrabbandare. I gruppi messicani che già rifornivano gli Stati Uniti hanno semplicemente aggiunto un prodotto.

L'Europa, secondo l'articolo, non ha avuto nulla di equivalente. Gli oppioidi si prescrivono con più cautela, quindi non c'è stata una popolazione improvvisamente tagliata fuori da una fornitura legale e in cerca di un sostituto. L'eroina non è mai scomparsa ed è ancora l'oppioide illecito più diffuso, secondo l'agenzia europea sulle droghe.

Il punto che riguarda la Calabria è delicato e va maneggiato con cura. La tesi smontata da The Conversation attribuisce alle mafie italiane, e dunque anche alla 'Ndrangheta, una scelta di moderazione. L'articolo non nomina la Calabria né la 'Ndrangheta esplicitamente, e la redazione non intende attribuirgli ciò che non dice.

Ciò che l'analisi sostiene è più generale: la logica delle organizzazioni criminali non è quella di un guardiano morale del mercato. Il ragionamento è che un gruppo che traffica droga vende ciò che il mercato domanda, e che la moderazione attribuita alle mafie non è compatibile con quanto si sa dei mercati illeciti.

Il dato italiano dei cinque decessi nel 2025 va letto con prudenza. The Conversation lo cita dal rapporto governativo sull'addiction, e lo stesso articolo avverte che in Europa buona parte dell'aumento dei decessi legati ai derivati del fentanyl potrebbe riguardare farmaci più che sostanze prodotte illecitamente.

La stampa internazionale torna spesso sulla 'Ndrangheta per la sua capacità di operare fuori dai confini, in Europa e oltre. È una cornice che il telegrafo di oggi non riprende: l'analisi di The Conversation parla di mafie italiane in generale e di mercati, non di indagini o operazioni specifiche in Calabria.

La lezione dell'articolo è metodologica: spiegare un fenomeno con la psicologia presunta dei criminali è più affascinante che spiegarlo con la domanda e il mercato. The Conversation sceglie la seconda strada e invita a diffidare della prima.

Per il Sud, e per la Calabria in particolare, la questione ha un risvolto pratico. Se la domanda di oppioidi sintetici crescesse, nessuna presunta moderazione criminale terrebbe fuori il prodotto. È un monito che l'articolo non formula in termini regionali, ma che discende dal suo ragionamento.

La redazione lo dice senza aggiungere fatti: la Calabria non compare nelle fonti di oggi. Il dispaccio riporta l'analisi come The Conversation la presenta, e si ferma dove finiscono i dati.

Resta un elemento di contesto che la stampa estera usa da anni: la 'Ndrangheta come organizzazione di traffico internazionale. Ma la notizia di oggi non è un'operazione né un processo: è un articolo di opinione che discute una tesi. Trattarlo come un fatto di cronaca sarebbe un errore.

Il quadro che ne esce è quello di un'Europa con numeri contenuti e una domanda bassa, e di un'America con una crisi costruita per via legale prima che illecita. La differenza, secondo The Conversation, non sta nei criminali ma nei sistemi sanitari e nelle prescrizioni.

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