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Ferguson: «Mai stato vicino al Bologna», e il mercato italiano riflette
Il centrocampista scozzese racconta alla BBC che l'addio estivo non è mai stato imminente e non chiude al ritorno ai Rangers
Tobia Marenghi670 wordsEdition №130martedì 29 settembre 2026 — Edizione № 130
Lewis Ferguson ha rivelato alla BBC che un trasferimento dal Bologna non è mai stato «così vicino» durante l'estate, nonostante le voci di un interesse dei Rangers. Il centrocampista scozzese ha spiegato che nulla è stato sul punto di concretizzarsi, ridimensionando le indiscrezioni circolate nei mesi del mercato.
Ferguson, che ha costruito al Bologna una delle sue stagioni migliori, non ha però chiuso la porta a un ritorno al club in cui è cresciuto. Alla BBC ha parlato apertamente delle proprie ambizioni, lasciando intendere che il richiamo dei Rangers resta vivo.
La vicenda è significativa per la Serie A perché riguarda uno dei giocatori che il campionato italiano ha valorizzato e che ora si trova al centro di un possibile corteggiamento scozzese. Il Bologna, dal canto suo, ha costruito parte del proprio progetto recente proprio su giocatori come Ferguson.
Le parole del giocatore alla BBC arrivano a mercato chiuso e chiariscono almeno un punto: l'estate non ha portato l'addio che alcuni avevano dato per probabile. Resta da capire se il richiamo dei Rangers diventerà un tema concreto nei prossimi mesi.
La BBC sottolinea che Ferguson mantiene il «sogno Rangers» pur essendo pienamente parte del progetto del Bologna. È la tipica posizione di un giocatore che ha un legame affettivo con il club di origine ma anche un ruolo centrale nella squadra in cui gioca.
Per il Bologna la notizia è, di fatto, una buona notizia. Il club emiliano ha investito su Ferguson e lo ha visto crescere fino a diventare un punto fermo del centrocampo; sapere che l'addio non è stato vicino significa poter contare su di lui anche per questa stagione.
Il caso Ferguson racconta anche qualcosa del mercato italiano nel suo complesso. La Serie A, negli ultimi anni, è diventata un campionato in cui i club valorizzano giocatori stranieri e li espongono al richiamo dei campionati di origine, spesso più ricchi o più prestigiosi agli occhi dei tifosi di casa.
La Scozia, in particolare, ha un rapporto speciale con i propri giocatori all'estero. Il ritorno a casa di un talento formato nei Rangers o nel Celtic è sempre un tema caldo nel dibattito calcistico britannico, e la BBC lo tratta come tale.
Ferguson ha scelto di parlare in modo diretto, senza formule diplomatiche. Ha detto che nulla è mai stato così vicino, e ha aggiunto di nutrire ambizioni di ritorno al club d'infanzia: due affermazioni che, insieme, definiscono la sua posizione con onestà.
Per la Serie A, storie come questa sono anche un indicatore di come il campionato venga percepito all'estero. Un giocatore che resta al Bologna nonostante l'interesse di un club storico come i Rangers è, per il calcio italiano, un piccolo segnale di competitività.
Il Bologna, dal canto suo, non ha rilasciato dichiarazioni riportate dalla BBC sulla vicenda. Il club ha dimostrato negli ultimi anni di saper gestire i propri giocatori e le proprie ambizioni senza cedere alle prime offerte, e il caso Ferguson sembra rientrare in questa linea.
Resta la dimensione temporale della questione. Il mercato estivo è chiuso, ma quello invernale arriverà presto, e le parole di Ferguson lasciano aperto uno scenario che potrebbe tornare d'attualità. La BBC non riporta al momento trattative in corso.
Per i tifosi del Bologna la lettura è semplice: il giocatore è rimasto, ha spiegato perché, e ha un legame affettivo con un altro club. È una combinazione comune nel calcio moderno, e raramente impedisce a un professionista di dare il massimo dove gioca.
La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di come i campionati medi europei, come la Serie A al di fuori delle grandi, gestiscano il rapporto tra valorizzazione dei talenti e pressioni esterne. Il Bologna è un esempio di come si possa crescere senza svendere.
Ferguson ha parlato alla BBC con la franchezza di chi non ha nulla da nascondere. Ha chiarito che l'addio non è stato vicino, ha riconosciuto il proprio sogno, e ha lasciato al futuro il compito di dire se quel sogno diventerà realtà. Per ora, il Bologna se lo tiene.
