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ESTERO

Seconda petroliera colpita a Hormuz: l'industria italiana conta il costo

La GasLog Shanghai è stata colpita mentre lasciava lo Stretto. Edison conferma: forza maggiore estesa su altri tre carichi qatarioti

Adriana Sole738 wordsEdition69martedì 4 agosto 2026 — Edizione № 69

Una seconda petroliera che trasportava gas naturale liquefatto qatariota è stata colpita mentre lasciava lo Stretto di Hormuz, settimane dopo un attacco simile nella stessa area, secondo quanto riferito da Euronews lunedì. La GasLog Shanghai è stata colpita mentre lasciava lo Stretto, hanno riferito fonti citate dalla testata europea.

L'azienda italiana Edison ha dichiarato che QatarEnergy ha esteso la forza maggiore su altri tre carichi, portando il totale delle spedizioni interessate a 24 fino a settembre, ha riportato Euronews. Il caso di forza maggiore si allarga mentre la regione resta sotto pressione.

Per l'Italia la notizia arriva in un momento delicato: il paese è uno dei principali acquirenti europei di GNL qatariota, una dipendenza che la crisi di Hormuz trasforma in una vulnerabilità strategica ed economica.

La GasLog Shanghai è stata colpita mentre lasciava lo Stretto di Hormuz, settimane dopo che l'Al Rekayyat era stata colpita nella stessa area, ha riferito Euronews lunedì. L'episodio riaccende i timori per la sicurezza della via d'acqua attraverso cui transita circa un quinto del commercio mondiale di petrolio e una quota significativa del GNL.

L'azienda italiana Edison ha dichiarato che QatarEnergy ha esteso la forza maggiore su altri tre carichi, portando il totale interessato a 24 spedizioni fino a settembre, ha riportato Euronews. La forza maggiore è una clausola contrattuale che solleva il fornitore dalla responsabilità di consegna in caso di circostanze imprevedibili.

L'Italia è uno dei principali acquirenti europei di GNL qatariota. La crisi di Hormuz tocca direttamente la sicurezza energetica del paese, che ha fatto del gas naturale una leva centrale della propria strategia di transizione dopo la riduzione delle forniture russe.

Il governo italiano ha diversificato le fonti di approvvigionamento dopo l'invasione russa dell'Ucraina, firmando accordi con il Qatar e altri produttori. La forza maggiore dichiarata da QatarEnergy su 24 spedizioni fino a settembre rappresenta un test per questa strategia, secondo l'analisi di Euronews.

Edison, controllata dal gruppo francese EDF, è uno dei principali operatori energetici in Italia e importatore di GNL. La sua esposizione ai carichi qatarioti la rende un osservatorio privilegiato dell'impatto della crisi sul mercato italiano.

Lo Stretto di Hormuz, tra Iran e Oman, è da decenni un punto di frizione geopolitica. Gli attacchi alle petroliere nella zona hanno storicamente provocato oscillazioni dei prezzi dell'energia e timori per la sicurezza delle rotte commerciali globali.

L'Italia, che importa gran parte del proprio fabbisogno energetico, è particolarmente esposta alle fluttuazioni del mercato internazionale del gas. La crisi di Hormuz si aggiunge a un quadro già complesso, segnato dalla transizione energetica e dalla competizione globale per le forniture.

Il Mediterraneo, che per l'Italia è la via di accesso al GNL proveniente dal Golfo, diventa così un anello di una catena logistica globale sempre più fragile. La rotta attraverso il Canale di Suez e lo Stretto di Hormuz è vitale per i flussi energetici verso l'Europa meridionale.

La risposta europea alla crisi sarà osservata con attenzione da Roma, che ha fatto della sicurezza energetica una priorità della propria agenda europea. La Commissione europea non ha ancora commentato l'estensione della forza maggiore, secondo quanto riportato da Euronews.

Per l'industria italiana, il rischio è duplice: da un lato la riduzione delle forniture può comprimere la produzione, dall'altro l'aumento dei prezzi del gas si riflette sulle bollette di famiglie e imprese. L'Italia, che ha già vissuto una crisi energetica acuta nel 2022, teme il ripetersi di quello scenario.

Le autorità italiane non hanno rilasciato dichiarazioni pubbliche sull'estensione della forza maggiore, secondo quanto risulta dalla copertura di Euronews. La vicenda resta in evoluzione, con il totale delle spedizioni interessate destinato a salire se la crisi dovesse protrarsi.

Il Qatar, uno dei maggiori produttori mondiali di GNL, è un fornitore chiave per l'Europa. La sua decisione di dichiarare forza maggiore su 24 spedizioni fino a settembre è un segnale della gravità della situazione nello Stretto di Hormuz, hanno osservato gli analisti citati da Euronews.

La crisi arriva in un momento in cui l'Europa cerca di ridurre la propria dipendenza energetica da fornitori considerati instabili. Ma la geografia impone limiti: il GNL del Golfo resta una componente essenziale del mix energetico italiano ed europeo.

Per l'Italia, la vicenda di Hormuz è anche un promemoria della propria posizione geografica: paese di frontiera del Mediterraneo, esposto alle crisi che attraversano il Mare Interno e le rotte che lo collegano al resto del mondo. La sicurezza energetica è, per Roma, una questione di politica estera prima ancora che economica.

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