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Franco Baresi, il cuore morale del grande Milan, muore a 66 anni

Il Guardian ricorda il difensore che ha definito un'era della scuola italiana e ha guidato il Milan per 15 stagioni

Tobia Marenghi620 wordsEdition65lunedì 3 agosto 2026 — Edizione № 65

Franco Baresi, il difensore centrale che ha definito un'era del calcio italiano e ha guidato il Milan per 15 delle sue 20 stagioni, è morto, secondo un necrologio pubblicato dal Guardian. Il quotidiano britannico lo ricorda come un'icona in un'epoca in cui il calcio italiano era noto per l'eccellenza dei suoi sistemi difensivi.

In un secondo articolo, il Guardian scrive che Baresi non era solo il capitano, ma il cuore morale della grande squadra del Milan allenata da Arrigo Sacchi. Pochissimi giocatori diventano sinonimo della loro posizione, ma per chiunque abbia guardato il calcio alla fine degli anni '80 o all'inizio degli anni '90, Baresi era il difensore centrale per eccellenza.

La scomparsa di Franco Baresi, riportata dal Guardian in un necrologio pubblicato venerdì, chiude un capitolo della storia del calcio italiano che il mondo ha osservato con ammirazione. Il quotidiano londinese lo definisce un'icona di un'epoca in cui la scuola difensiva italiana era il riferimento globale, un periodo in cui la Serie A attirava i migliori talenti del pianeta e le partite tra le grandi squadre italiane erano seguite in ogni angolo del mondo.

Baresi ha giocato per il Milan per 20 stagioni, 15 delle quali da capitano, un periodo di successo senza precedenti per il club rossonero. Sotto la guida di Arrigo Sacchi, il Milan ha vinto tutto: scudetti, Coppe dei Campioni e Coppe Intercontinentali, diventando una delle squadre più forti di sempre. Il Guardian sottolinea che la collezione di onori di Baresi è prova eterna della sua classe.

Il difensore centrale era il perno della difesa che ha reso celebre il catenaccio evoluto di Sacchi, un sistema che combinava la solidità difensiva tradizionale italiana con un pressing alto e una costruzione dal basso. Baresi, con la sua lettura del gioco e la sua capacità di anticipare gli attaccanti, era il leader silenzioso che orchestrava la linea difensiva.

Per la redazione Sport de La Veduta, la morte di Baresi rappresenta la perdita di un simbolo del calcio italiano nel momento in cui il movimento cerca di ritrovare la propria identità. La sua figura è stata a lungo il punto di riferimento per chi vedeva nella difesa italiana un modello di eccellenza, un marchio di fabbrica che il mondo riconosceva e rispettava.

Il Guardian ricorda che Baresi era ammirato non solo per le sue capacità tecniche, ma anche per il suo carisma e la sua leadership. Era il cuore morale della squadra, il giocatore che teneva unito lo spogliatoio e che rappresentava i valori del club. La sua assenza sarà sentita non solo dai tifosi del Milan, ma da tutti gli appassionati di calcio.

La carriera di Baresi è stata segnata anche da momenti difficili, come la finale dei Mondiali del 1994, in cui l'Italia perse ai rigori contro il Brasile. In quell'occasione, Baresi, che aveva recuperato da un infortunio, sbagliò il suo tiro dal dischetto, un errore che il Guardian ricorda come uno dei momenti più drammatici della sua carriera.

Il necrologio del Guardian arriva in un momento in cui il calcio italiano sta vivendo una fase di transizione, con la nazionale che cerca di qualificarsi per i prossimi appuntamenti internazionali e i club che affrontano le sfide economiche del mercato globale. La figura di Baresi rappresenta un passato glorioso che molti guardano con nostalgia.

La redazione Sport de La Veduta, che segue il calcio italiano attraverso gli occhi della stampa estera, nota come il Guardian abbia dedicato a Baresi non uno, ma due articoli, segno dell'importanza che il difensore ha avuto anche oltre i confini italiani. La sua eredità va oltre i trofei vinti: è il simbolo di una scuola calcistica che ha influenzato generazioni di difensori in tutto il mondo.

Il Milan, sotto la guida di nuovi proprietari, sta cercando di ricostruire la propria identità e il ricordo di Baresi potrebbe servire da ispirazione. Il Guardian sottolinea che, in un'epoca in cui il calcio italiano era noto per l'eccellenza dei suoi sistemi difensivi, Baresi è stato un'icona, un punto di riferimento per tutti.

La morte di Baresi lascia un vuoto nel panorama calcistico italiano. Le reazioni della stampa internazionale, con il Guardian in prima linea, testimoniano l'impatto che il difensore ha avuto a livello globale. La sua figura resterà per sempre legata al Milan e alla storia del calcio.

Per i tifosi del Milan e per gli appassionati di calcio di tutto il mondo, Baresi rimarrà un esempio di dedizione, professionalità e amore per la maglia. Il Guardian lo ricorda come il difensore centrale per eccellenza, un giocatore che ha definito un'era e che ha lasciato un'impronta indelebile.

La redazione Sport de La Veduta continuerà a seguire gli sviluppi di questa notizia, riportando come la stampa internazionale ricorderà Franco Baresi nei prossimi giorni. La sua eredità è un patrimonio del calcio italiano che il mondo intero riconosce e celebra.

In un momento in cui il calcio italiano cerca di ritrovare la propria competitività a livello internazionale, la figura di Baresi rappresenta un monito e un'ispirazione. Il Guardian, con il suo necrologio, ha voluto rendere omaggio a uno dei più grandi difensori di tutti i tempi, un giocatore che ha fatto la storia del gioco.

La scomparsa di Franco Baresi è una perdita per tutto il mondo del calcio. La sua memoria vivrà attraverso i trofei vinti, le partite giocate e l'esempio che ha dato a generazioni di calciatori. Il Guardian ha scritto che era il cuore morale della grande squadra del Milan, e questa definizione resterà per sempre associata al suo nome.

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