PUGLIA
La frontiera biometrica Ue si fa più stretta: i porti pugliesi osservano
Scaduta la deroga che consentiva di sospendere i controlli biometrici, aumentano i timori di code più lunghe negli scali italiani
Francesca Lazzari640 wordsEdition №108martedì 8 settembre 2026 — Edizione № 108
La deroga che consentiva alle guardie di frontiera di sospendere i nuovi controlli biometrici dell'Unione europea nei momenti di maggiore afflusso è scaduta nel fine settimana, e ora ci si interroga su come questo influenzerà le code negli aeroporti italiani, riferisce The Local Italy.
Il sistema Entry/Exit System (EES), che registra digitalmente gli ingressi e le uscite dei cittadini extracomunitari nello spazio Schengen, era stato introdotto con una clausola che permetteva di metterlo in pausa quando il volume di passeggeri rischiava di paralizzare i valichi.
Con la fine di questa deroga, i valichi di frontiera italiani — aeroporti ma anche porti — dovranno applicare i controlli biometrici in modo sistematico, con il timore che le attese si allunghino sensibilmente nei periodi di punta.
Il sistema EES dell'Unione europea, che sostituisce la timbratura manuale dei passaporti con una registrazione biometrica digitale, è entrato pienamente in vigore con la scadenza della deroga che permetteva di sospenderlo in caso di sovraccarico, secondo quanto riferisce The Local Italy.
La norma transitoria consentiva alle autorità di frontiera di attivare una procedura semplificata quando il flusso di viaggiatori diventava ingestibile, evitando così code chilometriche nei momenti di maggiore traffico. Ora che questa possibilità è venuta meno, ogni cittadino extracomunitario dovrà essere sottoposto al controllo completo.
Per l'Italia, che ha decine di aeroporti internazionali e una rete di porti che collegano il Paese ai Balcani, alla Grecia e al Nord Africa, la piena applicazione del sistema rappresenta una sfida logistica notevole.
La Puglia osserva con attenzione particolare. I porti di Bari e Brindisi sono da anni snodi cruciali per i collegamenti con la sponda orientale dell'Adriatico — Grecia, Albania e Montenegro — e movimentano ogni anno centinaia di migliaia di passeggeri, molti dei quali cittadini extracomunitari soggetti ai nuovi controlli.
Il traffico dei traghetti dall'Albania, in particolare, è storicamente intenso e legato a comunità familiari che si spostano regolarmente tra i due Paesi. L'applicazione sistematica dei controlli biometrici potrebbe allungare sensibilmente i tempi di imbarco e sbarco nei periodi di maggiore afflusso, come l'estate.
Le autorità portuali italiane hanno già investito in infrastrutture per gestire il nuovo sistema, con chioschi self-service e personale aggiuntivo, ma i timori di rallentamenti restano, soprattutto nei valichi più piccoli dove lo spazio e le risorse sono limitati.
La Commissione europea ha più volte assicurato che il sistema EES renderà i confini più sicuri e efficienti nel lungo periodo, eliminando la necessità di timbrare manualmente i passaporti e fornendo dati più accurati sui soggiorni dei cittadini extracomunitari.
Ma nel breve periodo, la transizione promette di essere complicata. Le compagnie di navigazione che operano sull'Adriatico hanno chiesto alle autorità italiane di garantire personale sufficiente nei porti per evitare che le navi subiscano ritardi nelle partenze.
Per la Puglia, regione che guarda all'Adriatico come a un ponte verso l'Europa orientale e i Balcani, la questione è anche economica. Il traffico passeggeri e merci attraverso i suoi porti sostiene l'economia locale, dal turismo al commercio, e qualsiasi rallentamento rischia di avere ripercussioni.
Il dibattito sulla sicurezza delle frontiere si intreccia con quello sulla migrazione. L'Italia, e in particolare il Sud, è stata al centro delle rotte migratorie mediterranee, e il nuovo sistema biometrico è stato presentato anche come uno strumento per tracciare meglio chi entra e chi esce dallo spazio Schengen.
Le prossime settimane diranno se i timori di code più lunghe si concretizzeranno. Molto dipenderà dalla capacità delle autorità italiane di gestire il sistema senza intoppi, e dalla cooperazione tra i diversi valichi dello spazio Schengen.
Per i viaggiatori, la raccomandazione delle autorità è di arrivare in anticipo ai valichi di frontiera, soprattutto nei periodi di punta, mentre le compagnie di trasporto monitorano la situazione con attenzione, pronte a segnalare eventuali criticità alle autorità competenti.
