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TRENTINO-ALTO ADIGE

Fulmine sull'Etna: turista americano muore in area vietata

Un escursionista di 29 anni colpito mentre il vulcano erutta. Le guide locali avevano avvertito dei rischi

Klara Hofer593 wordsEdition87martedì 18 agosto 2026 — Edizione № 87

Un turista americano di 29 anni è morto domenica dopo essere stato colpito da un fulmine mentre faceva escursionismo sul versante orientale dell'Etna, in un'area chiusa ai visitatori a causa della recente attività vulcanica. Lo hanno riferito i vigili del fuoco italiani, citati dal Guardian e dal New York Times.

I soccorritori hanno trovato l'uomo in gravi condizioni e lo hanno trasportato in ospedale a Catania, dove è stato dichiarato morto. Secondo la BBC, il temporale si è sviluppato improvvisamente mentre il vulcano attivo più alto d'Europa continua a eruttare lava e cenere.

L'incidente arriva in una settimana in cui l'Etna ha attirato migliaia di visitatori desiderosi di vedere l'eruzione da vicino. Euronews ha riferito venerdì che i turisti continuano ad affollare il vulcano nonostante gli avvertimenti delle guide locali, mentre l'aeroporto di Catania ha sospeso nuovamente i voli a causa della cenere vulcanica, come riportato dalla Deutsche Welle.

La morte dell'escursionista solleva domande sulla gestione del turismo vulcanico in un momento di alta stagione estiva. Il New York Times ha precisato che l'uomo si trovava in un'area vietata, un dettaglio confermato anche dal Guardian, che ha citato i vigili del fuoco italiani secondo cui la zona era stata chiusa per la recente attività sismica e le emissioni di gas.

Le guide locali intervistate da Euronews avevano espresso preoccupazione per il comportamento di alcuni visitatori, che ignorano i percorsi consentiti per avvicinarsi ai crateri. Il vulcano, che si erge a oltre 3.300 metri sopra la Sicilia orientale, è una delle mete escursionistiche più popolari dell'isola, ma la sua imprevedibilità richiede precauzioni estreme.

Per chi osserva l'Etna dalle Alpi, la vicenda ha un eco particolare. Anche in Trentino-Alto Adige il turismo di montagna convive con rischi naturali — valanghe, temporali improvvisi, frane — e le autorità locali hanno dovuto ripetutamente sanzionare escursionisti che ignorano i divieti. La morte sull'Etna ripropone il tema della responsabilità individuale in aree ad alta pericolosità.

La gestione dei flussi turistici verso i vulcani attivi è diventata una questione di sicurezza pubblica. L'Etna, patrimonio mondiale dell'UNESCO, è monitorato costantemente dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ma la sorveglianza non può coprire ogni sentiero non autorizzato.

Secondo CBS News, l'uomo stava camminando apparentemente in un'area chiusa quando è stato colpito. I soccorritori hanno impiegato ore per raggiungerlo a causa del terreno accidentato e delle condizioni meteorologiche avverse, che hanno reso difficile anche l'uso dell'elicottero.

L'eruzione in corso ha già causato disagi significativi: la Deutsche Welle ha ricordato che l'aeroporto di Catania, uno degli hub più trafficati del Sud Italia, ha dovuto sospendere i voli più volte nelle ultime settimane, proprio nel picco della stagione turistica estiva.

Le autorità locali hanno intensificato i controlli e gli avvertimenti, ma la combinazione di un vulcano attivo, un flusso costante di visitatori e condizioni meteorologiche mutevoli rende il rischio difficile da eliminare del tutto. Le guide locali citate da Euronews hanno chiesto maggiori risorse per la sorveglianza e una campagna informativa più incisiva.

La morte del turista americano è il secondo incidente mortale sull'Etna in pochi anni, un promemoria che la bellezza spettacolare del vulcano convive con un pericolo reale e costante. Il New York Times ha sottolineato che l'area dove è avvenuto l'incidente era stata chiaramente segnalata come off-limits.

Per l'Alto Adige, la lezione è chiara: il turismo alpino e quello vulcanico condividono la stessa sfida, trovare un equilibrio tra accesso al paesaggio e sicurezza. Le autorità provinciali hanno già adottato misure simili a quelle siciliane, come la chiusura di alcuni sentieri in caso di maltempo, ma la responsabilità ultima resta del singolo escursionista.

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