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LOMBARDIA

Il più grande furto di vino d'Italia: 30.000 bottiglie da Cortona

Una banda ha svuotato il magazzino di Marchesi Antinori prima di una grande spedizione: bottino stimato in 5 milioni di euro

Beatrice Comolli653 wordsEdition №140sabato 10 ottobre 2026 — Edizione № 140

Una banda ha fatto irruzione nella cantina dei Marchesi Antinori a Cortona, in provincia di Arezzo, e ha portato via circa 30.000 bottiglie per un valore stimato di 5 milioni di euro. Il Guardian definisce il colpo il più grande furto di vino mai registrato in Italia; la BBC lo colloca tra i maggiori del genere nel paese.

L'azienda ha dichiarato che il magazzino era in preparazione per una grande esportazione. France 24 riferisce che i ladri avrebbero usato due furgoni e che il numero degli uomini coinvolti sarebbe compreso tra sei e dieci, a seconda delle ricostruzioni.

Le stime del bottino variano con il cambio: CBS News parla di 5,8 milioni di dollari, il New York Times di oltre 5 milioni di dollari, mentre le testate europee si fermano a 5 milioni di euro. La discrepanza riflette la conversione, non una divergenza sui fatti.

Per Milano, capitale finanziaria del paese, la vicenda tocca un settore che vale miliardi in export. Il vino italiano è uno dei pochi comparti in cui il made in Italy difende il prezzo all'estero, e un furto di questa scala riapre la questione della sicurezza logistica lungo la filiera.

Il New York Times parla di un'azione audace, con una squadra che si è mossa rapidamente all'interno del sito.

The Local Italy riporta la conferma dell'azienda venerdì.

Marchesi Antinori è uno dei nomi più riconoscibili del vino italiano nel mondo, con una storia che attraversa generazioni della stessa famiglia. La cantina di Cortona è legata a una delle etichette di punta del gruppo, e il magazzino colpito era destinato a mercati esteri: il Guardian sottolinea che il vino era pronto per la spedizione.

Il furto arriva in un momento in cui l'export vinicolo italiano è sotto pressione per i dazi e per il rallentamento della domanda in alcuni mercati asiatici. Un colpo da 30.000 bottiglie, se confermato, rappresenta una perdita concentrata ma non sufficiente a spostare i numeri complessivi del settore: il danno è soprattutto di immagine e di sicurezza.

Per Milano, capitale finanziaria del paese, la vicenda tocca un comparto che vale miliardi in export. Il vino italiano è uno dei pochi settori in cui il made in Italy difende il prezzo all'estero, e un furto di questa scala riapre la questione della sicurezza logistica lungo la filiera, dai magazzini ai porti.

La Lombardia non produce vino pregiato come la Toscana o il Piemonte, ma è il principale snodo logistico e finanziario del paese. Milano è la sede in cui le grandi maison vinicole trattano l'export, e le banche lombarde finanziano buona parte delle operazioni di spedizione verso Stati Uniti e Asia.

Il tema della sicurezza dei magazzini è ricorrente nel Nord Italia, dove i poli logistici concentrano merce di alto valore. Non ci sono, nelle fonti internazionali, elementi che colleghino il colpo di Cortona a una rete attiva in Lombardia: la stampa estera non lo afferma e non va ipotizzato.

Le indagini sono in corso. Le fonti internazionali non riportano fermi né rivendicazioni, e non indicano un'ipotesi investigativa precisa. Il Guardian e la BBC si limitano a descrivere la dinamica e l'entità del bottino.

Resta un dato di mercato: il vino italiano di alta gamma è un bene rifugio anche per i ladri, perché le bottiglie sono difficili da tracciare e facili da piazzare su canali paralleli. È una caratteristica che il settore conosce da anni e che riguarda soprattutto le etichette più note.

Per le autorità italiane, il caso è ora una questione di polizia giudiziaria. Per il mercato, è un promemoria: la filiera del lusso italiano, dal vino alla moda, resta esposta quando il valore si concentra in pochi siti poco protetti.

Milano guarda alla vicenda con l'attenzione di chi amministra i flussi finanziari del comparto. Le grandi case vinicole trattano in città con banche e assicuratori, e un furto di questa dimensione finisce presto nei fascicoli delle polizze e nelle valutazioni del rischio logistico.

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Il più grande furto di vino d'Italia: 30.000 bottiglie da Cortona — La Veduta