LAZIO
Quarantaquattro euro per due gelati: Roma affronta lo scandalo dei prezzi
Una turista americana denuncia il conto salato a una gelateria nel centro storico. Il Guardian racconta come la capitale italiana diventa simbolo del turismo predatorio europeo
Davide Ruspoli1,456 wordsEdition №11mercoledì 10 giugno 2026 — Edizione № 11

Una turista statunitense ha pagato 44 euro per due gelati a Roma, presso una gelateria chiamata Don Nino situata in una zona centrale della città. Secondo il Guardian, la donna, Nicole Ann della Florida, ha condiviso l'esperienza su Facebook, dove il post ha ricevuto più di novecento commenti, molti dei quali da italiani che si sono detti «vergognati» del comportamento dell'esercente. Il caso rappresenta l'ennesimo episodio di quello che la stampa internazionale chiama «turismo predatorio», una pratica sempre più diffusa nelle città d'arte europee.
The Local Italy ha riportato che gli esempi di sovrapprezzi nei ristoranti e nei bar italiani si moltiplicano: gelati a 22 euro, caffè a 7 euro, e una serie infinita di tariffe che sembrano calcolate non sul costo reale del prodotto, ma sulla vulnerabilità del turista. Roma, insieme a Venezia e Firenze, è diventata il simbolo di questa pratica, dove la concentrazione di visitatori stranieri crea un mercato captive in cui i prezzi non rispondono alla logica economica tradizionale, ma alla capacità di estrazione di valore dai turisti.
Il fenomeno non è nuovo, ma la sua visibilità internazionale è cresciuta con i social media. Quando una turista americana pubblica il suo reclamo su Facebook, la notizia rimbalza sui media internazionali e contribuisce a costruire una narrazione sulla capitale italiana come luogo dove i turisti vengono sistematicamente derubati. Questa narrazione, a sua volta, influenza le decisioni di viaggio e la reputazione di Roma come destinazione turistica.
