LIGURIA
Bruxelles valuta la tassa sugli extraprofitti, e Genova conta le navi
Il Guardian: i prezzi record di carburante spingono i governi Ue verso un prelievo comune sulle compagnie energetiche. Per il porto ligure è una partita sui costi del bunkeraggio.
Marina Doria831 wordsEdition №120sabato 19 settembre 2026 — Edizione № 120
I governi europei hanno discusso l'ipotesi di una tassa sugli extraprofitti a livello comunitario per le compagnie energetiche, mentre i prezzi di carburante e gas restano vicini ai massimi storici e mettono sotto pressione i leader alle prese con il malcontento degli elettori. Lo riferisce il Guardian, secondo cui la proposta nasce dalla necessità di trovare risorse per calmierare le bollette senza aggravare i bilanci nazionali.
Secondo il quotidiano britannico, il ministro tedesco dell'Energia ha accusato le aziende di 'sfruttare la situazione' creata dalle tensioni in Medio Oriente, e i prezzi alle stelle sono diventati un problema di politica interna per diversi capi di governo. La discussione è ancora in una fase embrionale: nessuna decisione formale è stata presa, e il Guardian non indica quali Stati si oppongano e quali sostengano il prelievo.
Per un porto come Genova la questione non è astratta. Il costo del bunkeraggio — il carburante che alimenta le navi — è una voce diretta del conto economico di armatori e terminalisti, e ogni movimento del prezzo del greggio si trasferisce sui noli e sulle tariffe di movimentazione. Quando Bruxelles discute di prelievi sull'energia, l'industria marittima guarda con attenzione a come verrebbe trattato il carburante navale.
Il Guardian non menziona la Liguria né il porto di Genova. Il collegamento è di prospettiva, non di cronaca: la tassa, se arrivasse, toccherebbe il costo dell'energia in tutta l'Unione, e quindi anche la competitività dei porti europei rispetto a quelli extra-Ue che riforniscono le stesse rotte.
