ESTERO
La Germania chiede all'UE di tagliare i visti turistici ai russi dopo il caso di Lipsia
Un bielorusso con visto rilasciato dall'Italia è indagato per un presunto attacco all'aeroporto tedesco
Adriana Sole1,020 wordsEdition №105sabato 5 settembre 2026 — Edizione № 105
La Germania ha chiesto all'Unione Europea di sospendere il rilascio di visti turistici ai cittadini russi, dopo che un cittadino bielorusso in possesso di un visto rilasciato dall'Italia è stato arrestato con l'accusa di aver pianificato un attacco all'aeroporto di Lipsia-Halle. Lo riporta il Guardian, secondo cui l'uomo avrebbe ricevuto il visto dalle autorità italiane prima di entrare nello spazio Schengen.
L'episodio, avvenuto in un contesto di crescenti timori per atti di sabotaggio riconducibili a Mosca, ha riacceso il dibattito all'interno dell'Unione sulla politica dei visti verso la Russia. La richiesta tedesca arriva mentre diversi paesi membri hanno già limitato gli ingressi per i cittadini russi dopo l'invasione dell'Ucraina.
Secondo il Guardian, la vicenda ha assunto una dimensione europea immediata: il sospettato, un bielorusso, avrebbe ottenuto un visto turistico dall'Italia, uno dei paesi Schengen che fino a poco tempo fa mantenevano una politica relativamente permissiva verso i richiedenti russi e bielorussi. Il visto italiano gli avrebbe permesso di viaggiare liberamente nell'area Schengen, inclusa la Germania, dove le autorità lo hanno fermato.
La notizia arriva in un momento di particolare tensione tra Mosca e i paesi occidentali. Il Guardian ricorda che, nei mesi scorsi, i servizi di intelligence europei hanno ripetutamente segnalato un aumento delle attività di sabotaggio attribuite a gruppi legati alla Russia, con obiettivi che vanno dalle infrastrutture energetiche ai nodi logistici e aeroportuali.
La reazione tedesca non si è fatta attendere. Berlino ha chiesto formalmente alla Commissione Europea di valutare una sospensione coordinata dei visti turistici per i cittadini russi, sostenendo che il regime attuale rappresenta una vulnerabilità per l'intera area Schengen. Il Guardian sottolinea che la Germania, da sola, non può modificare le regole di ingresso per i russi senza un accordo a livello europeo, data la natura comune della politica dei visti dell'UE.
Per l'Italia, la vicenda è particolarmente delicata. Il visto incriminato è stato rilasciato da una rappresentanza diplomatica italiana, sollevando interrogativi sulla capacità di controllo delle ambasciate dei paesi membri. La stampa estera, e in particolare il Guardian, ha notato come il caso metta in luce le disparità tra i paesi dell'Unione nell'applicazione delle restrizioni sui visti: mentre alcuni stati baltici e la Polonia hanno di fatto chiuso le porte ai turisti russi, altri come l'Italia hanno mantenuto canali aperti.
Il governo italiano, da parte sua, non ha ancora commentato ufficialmente la richiesta tedesca. Tuttavia, il caso rischia di pesare sui rapporti bilaterali tra Roma e Berlino, storicamente complessi ma funzionali all'asse franco-tedesco che guida l'Europa. Secondo il Guardian, la Germania si aspetta che l'Italia fornisca una spiegazione dettagliata sulle procedure seguite nel rilascio del visto al cittadino bielorusso.
La richiesta di Berlino si inserisce in un quadro più ampio di inasprimento delle politiche europee verso Mosca. Il Guardian ricorda che, dopo l'inizio della guerra in Ucraina, l'UE ha sospeso l'accordo sui visti agevolati con la Russia, ma non ha mai imposto un divieto totale ai turisti russi, lasciando ai singoli stati membri la discrezionalità di decidere se accettare o meno le domande.
Per l'Italia, la questione dei visti ai russi ha anche una dimensione economica. Prima della pandemia e delle sanzioni, il turismo russo rappresentava una voce significativa per città come Roma, Venezia e la Riviera ligure. Alcune testate internazionali hanno osservato come questa considerazione economica abbia reso Roma più riluttante di altri partner europei a chiudere completamente i flussi turistici dalla Russia.
Il caso di Lipsia, però, potrebbe cambiare gli equilibri. La Germania, che ospita alcune delle più grandi basi militari americane in Europa e importanti infrastrutture energetiche, si considera un bersaglio prioritario per le attività di sabotaggio russe. Il Guardian cita funzionari tedeschi secondo cui l'episodio dimostra che la minaccia non è solo teorica ma concreta e imminente.
La discussione sui visti si intreccia con il più ampio dibattito sulla sicurezza delle frontiere europee. Il sistema di ingresso-uscita (EES), che dovrebbe entrare pienamente in funzione con controlli biometrici, è stato più volte rinviato. Il caso del bielorusso con visto italiano, secondo il Guardian, mostra come il controllo dei confini esterni dell'UE dipenda dalla rigorosità dei singoli stati membri nel rilascio dei visti.
Nei prossimi giorni, la Commissione Europea dovrà decidere se accogliere la richiesta tedesca. Secondo il Guardian, fonti diplomatiche a Bruxelles suggeriscono che una sospensione coordinata dei visti turistici per i russi è ora probabile, anche se alcuni paesi mediterranei, tra cui l'Italia, potrebbero chiedere eccezioni per motivi umanitari o per ricongiungimenti familiari.
Il caso ha anche riacceso il dibattito sulla neutralità di alcuni paesi europei rispetto alla guerra in Ucraina. Il Guardian osserva che la posizione italiana, pur allineata alle sanzioni UE, è stata talvolta percepita come ambigua, con il governo di Roma che ha mantenuto canali di dialogo aperti con Mosca. Questo episodio potrebbe rendere più difficile per l'Italia mantenere questa linea ambivalente.
La vicenda del bielorusso arrestato a Lipsia è destinata a diventare un banco di prova per la coesione europea sulla sicurezza. La Germania, che ha assunto un ruolo di primo piano nel sostenere l'Ucraina, chiede ora ai partner europei di fare la loro parte sulla sicurezza interna. L'Italia, con il suo visto rilasciato con leggerezza, si trova ora al centro delle attenzioni di Berlino.
Resta da vedere se la richiesta tedesca sarà formalizzata in una proposta legislativa alla Commissione o se rimarrà una pressione politica bilaterale. Il Guardian riferisce che il governo tedesco ha già avviato contatti informali con diversi paesi membri per sondare il terreno, e che la risposta italiana sarà cruciale per determinare l'esito dell'iniziativa.
Per i cittadini russi che desiderano visitare l'Europa, il cambio di rotta potrebbe essere imminente. Se la proposta tedesca dovesse passare, i turisti russi non potrebbero più ottenere visti turistici per l'area Schengen, con conseguenze significative per il settore turistico di quei paesi, come l'Italia, che avevano mantenuto i flussi aperti.
L'episodio di Lipsia, secondo il Guardian, rappresenta un campanello d'allarme per tutta l'Europa: la guerra ibrida condotta dalla Russia non si limita ai campi di battaglia ucraini ma colpisce anche il cuore delle infrastrutture europee. La risposta coordinata dell'UE, a partire dalla politica dei visti, sarà un test della sua capacità di reagire unita a queste minacce.
